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mercoledì 27 agosto 2014

Cannibali all' EXPO?



di Luigi Mariani



 
In questi giorni si assiste ad un surreale dibattito circa l’opportunità di avere presso l’Expo i bronzi di Riace (qui)



A tale proposito è interessante osservare che secondo l’Ipotesi avanzata dallo studioso Paolo Moreno (qui) il bronzo dell’eroe giovane (quello per intenderci con uno strano ghigno e i denti in argento) rappresenterebbe Tideo, un feroce eroe dell'Etolia, figlio del dio Ares e protetto dalla dea Atena e che aveva una particolarità sinistra: era cannibale e a lui pare si sia ispirato Dante Alighieri per il suo conte Ugolino. 

Davvero un simbolo impareggiabile dunque per expo 2015, simbolo che ci porterebbe dritti dritti ad un bel dibattito in salsa neo malthusiana sul cannibalismo come soluzione al problema della sicurezza alimentare.

Questa riflessione ironica per osservare in termini più generali che gli organizzatori di Expo 2015, in virtù delle evidentissime carenze sul piano agronomico e degli altrettanto evidenti preconcetti anti-tecnologici, tendono a sfuggire al nodo della questione che è poi quello del come fare a garantire la sicurezza alimentare globale nel 2050 producendo cibo in quantità sufficiente attraverso il progresso delle agrotecniche e della genetica in agricoltura e nella zootecnia. E’ per eludere un tale nodo che a meno di un anno dall’apertura dell’Expo ci si rifugia sempre più nella falsa retorica dei “buoni cibi di una volta” (e da qui lo spazio dato a personaggi come Carlin Petrini o Vandana Shiva, degna ambasciatrice di questo Expo) oppure in divagazioni gastronomiche (che ahimè non considerano che per cucinare il cibo lo sui deve prima produrre) o infine in diatribe artistiche circa le opere d’arte da portare a Milano per attrarre visitatori all’Expo. Tutte cose che con il tema della sicurezza alimentare globale c’entrano come i cavoli a merenda!

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