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venerdì 19 settembre 2014

Insetti utili: miele, seta e usi alimentari

 

di Luigi Mariani




Con 1,5 milioni di specie gli insetti rappresentano il 20% in numero delle specie viventi presenti sul nostro pianeta e, in virtù delle enormi doti di adattabilità che li caratterizza, sono presenti in tutti gli ecosistemi (dai deserti infuocati alle lande gelate dell'Antartide, dalle grandi pianure agli ambienti di altissima montagna) svolgendo un ruolo essenziale nelle catene alimentari e nella chiusura dei cicli degli elementi.
Ad esempio moltissime specie di insetti popolanola catena alimentare detritivora del suolo che porta alla mineralizzazione della sostanza organica e alla genesi dell'humus, elemento chiave per la fertilità.
L’uomo convive con gli insetti da migliaia di anni e spesso nei loro confronti nutre una preconcetta avversione che si lega al fatto che varie specie infliggono danni rilevanti ed alle derrate alimentari conservate ed alle produzioni agrarie (si pensi alle invasioni della Locusta migratoria L., immortalate nella Bibbia come una delle sette piaghe d’Egitto) o ancora sono vettori di gravi malattie (es: la malaria). E’ tuttavia innegabile che gli insetti siano di importanza unica per l’uomo sia come fonte di emozioni estetiche (è questo il caso del volo delle farfalle o delle forme e dei colori di molti coleotteri) sia come elementi essenziali per molte attività umane. Ad esempio molti fruttiferi non potrebbero darci i loro prodotti in assenza di insetti impollinatori, api o impollinatori selvaggi. Le api stesse sono poi all’origine
di un prodotto alimentare di grande importanza: il miele. Altro insetto di grande interesse economico è stato ed è tuttora il Bombyx mori L. (baco da seta), da cui proviene la materia prima per l’industria serica e che si alimenta con le foglie di gelso (Morus alba L.), ricchissime in proteine.

Proprio l’ape ed il baco da seta sono considerati animali domestici a tutti gli effetti. Le evidenze storiche indicano infatti che il baco da seta fu domesticati in Cina circa 5000 anni fa’ e l’ape fu domesticata nel sudest asiatico circa 6000 anni orsono. Dalla domesticazione sono derivate importanti modificazioni
morfologiche che hanno reso in particolare il baco da seta non più in grado di sopravvivere in un ambiente naturale.Vale altresì la pena di ricordare che il baco da seta presenta un’importanza unica che lo pone spesso al centro della riflessione degli storici dell’agricoltura. Infatti tale insetto, inscindibilmente legato alla coltura del gelso, è stato per i nostri territori un fattore primario per il reddito dell’azienda agraria con conseguente accumulazione di capitali che hanno consentito lo sviluppo del settore industriale, sia in ambito serico sia al di fuori di esso.
E’ infine interessante evidenziare che gli insetti possono oggi essere visti come fonte di proteine nobili di origine animale, proseguendo in ciò con una tradizione che presso svariati popoli esiste da sempre.
Gli insetti infatti hanno indici di conversione molto interessanti, il che li rende assai competitivi rispetto ai classici animali da carne (bovini, suini, ovicaprini, ecc.).

In occasione dell’edizione 2014 della Giornata Mondiale dell’Alimentazione (qui) il Museo lombardo di storia dell’agricoltura (Mulsa), la Fondazione Morando Bolognini, la Società Agraria di Lombardia e l’Accademia dei Georgofili -Sezione nord-ovest, organizzano  un seminario dedicato agli insetti utili. 
Il seminario mira ad approfondire le tematiche sopra accennate avvalendosi del contributo di esperti che operano nei diversi settori legati all’entomologia.
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SEGRETERIA ORGANIZZATIVA: Luigi Mariani email: luigi.mariani@unimi.it      

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