martedì 7 febbraio 2017

Il climatologo non invitato a cena

 di Francesco Marino 

 

In questi ultimi anni  assistiamo sempre di più alla presenza di imbonitori scientifici, che ci ammantano della prossima fine del pianeta Terra. Li vediamo in tante trasmissioni televisive a ricordarci che la fine del pianeta è imminente: cicloni, anticicloni, fulmini saette e chi più ne ha più ne metta si abbatteranno su un territorio fragile e indifeso. Per colpa dei cambiamenti climatici gli orsi sono dimagriti, le pecore si sono ristrette, le mimose anche quest'anno anticiperanno la fioritura a febbraio (questo accadeva anche ai tempi di Ungaretti (qui),  con buona pace della festa delle donne) e l'uomo è il più cattivo tra tutti gli esseri viventi. Se non  si è abbastanza forti si rischia quanto meno lo sconforto.

Poi, appena ti riprendi, vai a consultare i curricula di quei soggetti che tanto si affannano a volerci salvare dall'imminente distruzione del pianeta. Lo fai perché questi tuttologi sembrano abitare ormai a casa tua, tanto da lasciare loro un posto a tavola nei tuoi momenti  meno lucidi e se li hai invitati a cena  devi sapere almeno chi mangia il tuo  brasato. Ti accorgi allora che hanno un profilo curricurale più contorto delle loro tesi scientifiche. Sarà un caso?

Fra i tanti quello che più mi incuriosisce è il meteorologo Luca Mercalli. Lo vediamo, tra un talk show e l'altro, infrangere lo schermo e come un amico premuroso propinarci i suoi accorati sermoni in cui ci mette in guardia dal pericolo che stiamo correndo se non ci pentiamo e non cambiamo vita.
Mi fa pensare a quelle  domeniche in cui verso le 7.30 del mattino qualcuno suona al tuo campanello  per rammentarti che il giudizio universale è prossimo. Ma chi è Mercalli? 

Questi sono i curricula da me reperiti in rete sulla Treccani, dal suo ultimo libro  e su Wikipedia (e qui riporto le versioni che si sono succedute, il che mi pare in qualche modo sintomatico dell’andamento quantomeno ondivago dello stato curriculare di Mercalli): una laurea in agraria che forse c’è ma forse no e una laurea che non si capisce se sia stata o meno conseguita a Grenoble. L’idea è che una maggiore chiarezza da parte sua non guasterebbe a fronte della rilevanza mediatica e politica del personaggio.




Mercalli, Luca. - Meteorologo e climatologo italiano (n. Torino 1966). Laureatosi in Scienze agrarie a Torino, con indirizzo agrometeorologia, si è specializzato in climatologia e glaciologia in Francia, dove si è laureato in Geografia e scienze della montagna. Si è occupato principalmente di ricerca sulla storia del clima e dei ghiacciai delle Alpi occidentali. Dopo un periodo di servizio presso l'Ufficio Agrometeorologico della Regione Piemonte, ha assunto la presidenza della Società Meteorologica Italiana. È docente di climatologia e glaciologia in diverse università. Ha fondato e dirige la rivista Nimbus e collabora con la Repubblica, La Stampa e Il Fatto quotidiano. Noto soprattutto per la partecipazione al programma di Raitre Che tempo che fa, ha condotto Scala Mercalli, in cui si è occupato di sostenibilità ambientale. Tra i suoi libri: Climi, acque e ghiacciai tra Gran Paradiso e Canavese (2005), Filosofia delle nuvole (2008), Prepariamoci (2011).

19 dicembre 2007 wikipedia


Laureato in Agraria nel 1991 ha esercitato la professione presso l'ufficio l'Ufficio Agrometeorologico della Regione Piemonte, in seguito ha assunto la presidenza della Società Meteorologica Italiana, la maggiore associazione nazionale del settore delle scienze dell'atmosfera. Ha pubblicato alcune decine di articoli scientifici sui temi della storia del clima, con particolare riferimento ai ghiacciai delle alpi piemontesi. Direttore dal 1993 della rivista di settore Nimbus e presidente della Società Meteorologica Italiana, Mercalli collabora anche dal 1991 con il quotidiano La Repubblica, per cui ha realizzato numerosi articoli di divulgazione scientifica.




Ha studiato scienze agrarie all'Università di Torino, con indirizzo "Uso e difesa dei suoli" e agrometeorologia, e approfondito la preparazione in climatologia e glaciologia in Francia, tra Grenoble e Chambéry, dove si è laureato in geografia e scienze della montagna. La storia del clima delle Alpi è il suo principale argomento di ricerca, ma si occupa anche di temi ambientali ed energetici come membro di Aspo Italia, l'associazione per lo studio del picco del petrolio.
Dopo aver lavorato per l'Ufficio Agrometeorologico della Regione Piemonte e poi per l'Assessorato opere pubbliche a difesa assetto idrogeologico, ha assunto la presidenza della Società Meteorologica Italiana Onlus. Nel 1993 ha fondato la rivista Nimbus, della quale conserva la direzione. È autore di 5 articoli scientifici su riviste internazionali[8], 85 su altre riviste specializzate e numerosi articoli di divulgazione comparsi su La Stampa, su la Repubblica con cui collabora dal 1991, e su periodici (Alpi, Rivista della Montagna, Donna Moderna, Gardenia). Dal 2010 collabora anche con Il Fatto Quotidiano.




Dopo essersi inizialmente iscritto a scienze agrarie all'Università di Torino, con indirizzo "Uso e difesa dei suoli" e agrometeorologia, ha proseguito gli studi all'Università di Grenoble con formazione in climatologia e glaciologia conseguendo un master in geografia e scienze della montagna.
La storia del clima delle Alpi è il suo principale argomento di ricerca, ma si occupa anche di temi ambientali ed energetici come membro di Aspo Italia, l'associazione per lo studio del picco del petrolio.

Dal libro (2016): Il mio orto tra cielo e terra

Luca Mercalli, scienziato del clima e divulgatore di piglio , presiede la Società di Meteorologica Italiana.Ha studiato Scienze Agraria e Agrometeorologia all' università di Torino e Scienze della montagna all' Universitè de Savoie.
E' docente di sostenibilità ambientale per la Scuola “ Ferdinando Rossi” dell' Università di Torino e alla Trentino School of Management di Trento.


Francesco Marino
Agronomo e Zootecnico, Presidente dell'Associazione AgronomiperlaTerrA e di Copagri Toscana, organizzazione Sindacale che tutela gli interessi della aziende agricole aderanti all' UGC Cisl, UIMEC Uil e UCI.  E' responsabile del Blog Agrarian Sciences.

2 commenti:

  1. Mi pare che si tratti delle solite note che compaiono sui profili Facebook di molti fruitori e che scrivono: "ha frequentato l'Università tal dei tali". Un'asserzione di questo tipo è valida in tutti i sensi....anche quando uno passando fa un giro nei fabbricati dell'università e poi se ne esce e non ci ritorna mai più.

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  2. Andrea Arcella10 marzo 2017 11:49

    La credibilità di una persona si evince dalle sue opere non da quello che altri possono pubblicare su wikipedia. Questo modo di fare non vi rende tanto diversi dagli ambientalisti talebani che quotidianamente denunciate. Tra voi e GreenPeace l'oggettività e la credibilità delle tesi va a farsi benedire nello stesso modo.

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