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mercoledì 4 aprile 2018

THE DECLINE AND FALL OF WESTERN CIVILISATION. THE HUNS

di ANTONIO SALTINI

 

Manifestazione Biodinamica , marzo 2018 Firenze. Foto - Alessandro Cantarelli

Chi scrive è rimasto profondamente impressionato dalla "lettera aperta"con cui il signor Carnemolla pretendeva che il Presidente della Repubblica imponesse, violando l'intera Costituzione, il silenzio alle denunce della senatrice Cattaneo sull'assenza di qualunque fondamento scientifico delle elucubrazioni con cui i venditori di cipolle e rape "bio" proclamano la superiorità della propria mercanzia al frutto di chi lavora secodo i canoni dell'agronomia basata sulle scienze, dalla fitopatologia alla genetica, entrambe fondate, notoriamente, sulla biochimica.
Ho riflettuto a lungo sui proclami di costui. La prima circostanza a impressionare è il nome: Carnemolla. "Nomen est omen" proclamavano i latini. Carnemolla non capirà: in tempi non antidiluviani avrebbe potuto consultare, nel Parnaso comunista, grandi latinisti: cito Concetto Marchesi e Emilio Sereni, certamente violenti fanatici, ma in grado di leggere Tacito senza dizionario. Oggi più di un capo comunista, forse perché comunista non si definisce più, non sa neppure l'italiano, parla in vernacolo, fiorentino o barese, e, se scrive un progetto di legge, secondo autorevoli studi glottologici nessuno capirebbe nulla se non lo facesse rileggere a una delle proprie donnette, che magri ha fatto due anni all'università di Riccione (quella per i bagnini.
Potrei errare, l'incomprensibilità essere frutto di un disegno strategico: in uno stato le cui le leggi siano incomprensibili i cittadini (meglio gli iloti) vivono la totale soggezione al Grande Fratello. Gli accorti strateghi lingistici Pd (dal professor Berlinguer, alfiere dell'ignoranza totale), avrebbero preparato il terreno ideale per i nuovi Unni che hanno occupato Montecitorio e Palazzo Madama.
Ma torniamo al Carnemolla. Sono figlio della Bassa modenese, parte di una regione culturale che comprende aree mantovane, ferraresi, modenesi e bolognesi. Non ho il tempo di ricercare la biografia del nostro unno sull'Enciclopedia Britannica, ma il sentimento mi dice che la sua patria è tra il Crostolo e il Reno, che in famiglia parlava in dialetto, che a scuola era un disastro, come prova l'italiano contadinesco con cui rivolge i propri ordini al Presidente della Repubblica pretendendo, sottolineo ancora, un attentato alla Costituzione.
La famiglia era, palesemente, stalinista (tre quarti degli abitanti di Carpi, una delle capitali della piccola Unione Sovietica padana, erano stalinisti, conoscevano il nome di Marx ma non ne avevano mai letto una riga, mentre veneravano Stalin come il Piccolo Padre dell'umanità lavoratrice. Ricordo le file di devoti in lacrime, nel 1953, davanti agli altarini eretti, lungo le strade di Modena, a venerare il grande scomparso. Solo chi abbia succhiato lo stalinismo col latte materno può ignorare la Costituzione fino al punto di credere che il Presidente della Repubblica possa tacitare, come avrebbe potuto Stalin, un parlamentare (che tra loro possono dibattere e insultarsi a piacere: con un buffone di professione al comando il teatrino sarà impagabile).
Queste brevi considerazioni non possono, credo, non angosciare ogni italiano che ricordi la nazione semidemocratica, con un'ampia fascia di persone colte, una grande industria, un'editoria di livello internazionale, di qualche lustro addietro. Ma quanto atterrisce, nella lettera del nostro visigoto, è che vanti, nell'intestazione, di essere il presidente del primo organismo nazistalinista costituito in Italia, il nume, cioé, di un'associazione che riunisce "bio" e "biodinamici".
L'agricoltura "bio" è stata, nel nostro paese, creatura degli assessori regionali con tessera Pd, che hanno elargito centinaia di milioni di euro per conquistare i voti dei fanatici "bio" e, soprattutto, dei loro acquirenti. Le farneticazioni "biodinamiche" sono, invece, il frutto della psicopatologia di Rudolf Steiner, il satanista croato che, trasferitosi in Germania, nell'isteria colettiva per la sconfitta bellica, si impegnò a soddisfare le istanze di vendetta tra chiromanzia, stregoneria, satanismo e occultismo, le discipline familiari a tutti i gerarchi del Reich. Probabilmente la folla di ex stalinisti convertiti all'occultismo nazista è il fenomeno più tragico tra i tanti segni di decadimento dell'opinione pubblica nazionale. Un connubio che ha le proprie radici filosofiche in Hegel, più che un filosofo un maniaco dell'onnipotenza in cui qualche storico tedesco ha individuato l'eredi di Martin Luther, tra tutti gli eretici della storia quello che ha più visceralmente odiato la Chesa, in quanto portatrice di ragione, il nemico di Roma recentemente ripescato all'Inferno e beatificato grazie a un'innovazione clamorosa del millenario diritto canonico. Chi nutrisse dubbi legga una biografia di Erasmo da Rotterdam, il grande paladino della ragione all'alba del Concilio di Trento. Se tra i lettori qualcuno dubitasse del rilievo, chi scrive ha dedicaro due mesi, con la diligenza dello storico della scienza, a studiare la straordinaria biblioteca del mago: migliaia di pagine incomprensibili, ripetitivamente ossessive, mortalmente noiose, tra le quali il lettore sagace reperisce, improvvisamente, la pagina che spiega, che immancabilmente lo stregone precisa essergli stata dettata, nella trance dell'occultismo, dalla rivelzione personale di Satana. Il dossier si può sempre pubblicare.





Antonio Saltini 

Già Docente di Storia dell'agricoltura all'Università di Milano, giornalista, storico delle scienze agrarie. Ha diretto la rivista mensile di agricoltura Genio Rurale ed è stato vicedirettore del settimanale, sempre di argomento agricolo, Terra e Vita. E' autore della Storia delle Scienze Agrarie opera in 7 volumi.  www.itempidellaterra.com (qui)



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