domenica 31 maggio 2020

LE API SONO IN PERICOLO?

di ALBERTO GUIDORZI

 

Tratto da "I Tempi della Terra" |n°5| 

 


Origini del dibattito

Si specifica, innanzitutto, che in questo contesto per api si intendono i più importanti insetti pronubi. Un principio che circola tra gli avvocati è il seguente: se i fatti non vi danno ragione invocate la legge, “se la legge non vi dà ragione discutete i fatti, se né fatti né legge vi danno ragione sbattete i pugni sul tavolo”. Provate ora a sostituire la parola “scienza” al vocabolo “legge” e vedrete che il principio si adatta bene anche al mondo dell’ambientalismo ideologico ed alle varie campagne di interdizione a cui abbiamo assistito: quella degli OGM, del glyphosate, dei neonicotinoidi e dei fitofarmaci in genere. Molto in auge è divenuto il parallelismo secondo il quale “fitofarmaco = moria delle api” (in particolare i neonicotinoidi o neonics), seppure esso sia stato dimostrato totalmente falso.

venerdì 29 maggio 2020

IL FABBISOGNO DI PROTEINE ALLA BASE DELLO SPILLOVER


di SERGIO SALVI


Mercato della carne a Can Tho, Vietnam (foto Di Canio & Vitale).

Una lettura illuminante in tempi di pandemia è quella del libro “Bats and viruses: a new frontier of emerging infectious diseases” (John Wiley & Sons, 2015), alcuni capitoli del quale sono scaricabili gratuitamente dal sito dell’editore. 
Il capitolo 10, intitolato “Anthropogenic epidemics: the ecology of bat‐borne viruses and our role in their emergence”, mostra chiaramente, con alcuni esempi di salto di specie verificatisi nel corso degli ultimi venti anni, come le attività antropiche siano in grado di “guidare” letteralmente lo spillover dal pipistrello all’uomo passando per un ospite animale intermedio. 
I casi riportati sono quelli dell’epidemia di Hendra in Australia (1994), Nipah in Malesia (1998), Sars-Cov in Cina (2003) e Ebola in Guinea (2014). Protagonisti di queste epidemie sono altrettanti virus che hanno in alcune specie di pipistrelli i propri ospiti-serbatoio naturali. 

lunedì 25 maggio 2020

IL DIGIUNO DI SCIENZA CHE AFFAMA

di MICHELE LODIGIANI

 

 


Sul Corriere della Sera del 5 maggio scorso il Prof. Panebianco è intervenuto con un articolo interessante e preoccupato, intitolato “A digiuno di scienza”, sul controverso rapporto fra scienza e Italiani. Un agronomo ha scritto all’autore integrando l’argomento per quanto riguarda le scienze agrarie.

sabato 23 maggio 2020

LA PRODUTTIVITA’ DECLINATA CON LA SICUREZZA E LA SOSTENIBILITA’


Intervista di ERMANNO COMEGNA

al presidente di AGROFARMA ALBERTO ANCORA 

 

 

 Tratto da "I Tempi della Terra" |n°5|

 



Su questo fascicolo della rivista “I Tempi della Terra”, lo storico dell’agricoltura Antonio Saltini sostiene che la vita sul nostro Pianeta “può essere qualificata come una universale competizione per appropriarsi delle molecole organiche e dell’energia prodotte dai vegetali”. In tale contesto, l’uomo è stato costretto a durissime crisi di sopravvivenza ed ha dovuto mutare incessantemente le colture e le metodologie di produzione.

venerdì 22 maggio 2020

AGROFARMACI: RISCHI PERCEPITI E RISCHI REALI

di DONATELLO SANDRONI

 

 

                                                                                         Tratto da "I Tempi della Terra" |n° 5|


 



 
Informazione contro disinformazione. Scienza contro fake news. Analisi dei fatti contro allarmismo. Tre scontri nei quali il primo dei contendenti ha spesso la peggio, per lo meno analizzando i sentimenti espressi sui social da parte di una popolazione sempre più allarmata e preoccupata sia per la salute, sia per l’ambiente. In entrambi i casi, però, alla preoccupazione non seguono di solito le opportune modifiche dei propri stili di vita, al fine di renderli più sicuri per se stessi e per il Pianeta. Tale asimmetria fra sentimenti e azioni poggia sovente su dinamiche legate più alla psicologia e alla sociologia che alla tossicologia e all’ecologia. I media purtroppo remano spesso controcorrente, vuoi per nette posizioni ideologiche di chi amministra testate e trasmissioni tv, vuoi per precisi interessi economici dei media stessi.

giovedì 21 maggio 2020

DA DOVE VERRÀ LA PROSSIMA EPIDEMIA ZOONOTICA?

 di SERGIO SALVI

 

 

 


Siamo ormai convinti che le epidemie zoonotiche, ossia provocate da malattie infettive trasmesse dagli animali all’uomo, nascano nei paesi esotici e che, complici i rapidi ed agevoli collegamenti internazionali, possano diffondersi altrettanto velocemente in tutto il mondo, fino a diventare delle vere e proprie pandemie. Questo è quanto accade ogni anno con l’influenza stagionale, che in genere origina in Asia (più raramente in altri continenti, ad esempio la “suina” del 2009 ebbe origine in America) e, in alcuni casi, diventa pandemia diffusa a livello mondiale; ed è anche quanto accaduto, purtroppo, con l’attuale pandemia di Covid-19.

martedì 19 maggio 2020

MALATTIE INFETTIVE: COLPA DELL'AZIONE DELL'UOMO SULLA NATURA?

di ALBERTO GUIDORZI

 

 



Premessa


Ricordo che mia nonna diceva: “la colpa è come una bellissima donna che nessuno, però, si piglia”. Oggi, in presenza del coronavirus, per l’ecologismo ideologico invece questo detto popolare mi sembra abbia ben individuato un colpevole nell’esistenza stessa dell’uomo perché sempre più lo si fa apparire come un corpo estraneo nell’equilibrio del pianeta. Infatti, avendo egli distrutto gli ambienti naturali per sopravvivere come specie, è additato come il maggior colpevole della pandemia del COVID-19. Il dilemma è: ma è proprio vero che i virus diventano pandemici per l’uomo se questo crea ambienti con meno biodiversità? Evidentemente partendo da questo presupposto poi se ne elencano le varie declinazioni che implicano l’azione umana come: modificatrice degli habitat naturali, consumatrice di carne e prodotti ricavati dagli animali selvatici, creatrice della mondializzazione dei trasporti e del commercio ecc.

giovedì 14 maggio 2020

I FITOFARMACI TRA OSTRACISMO ED USO SOSTENIBILE E RAZIONALE

di ERMANNO COMEGNA

 

  Editoriale de "I Tempi della Terra" |n°5|

 

 

Questo numero della rivista I Tempi della Terra è pubblicato in un momento molto delicato per l’Italia e per l’intero Pianeta. La Pandemia del Covid-19 ha sconvolto la vita di tutti, provocando sciagure di vasta portata, senza risparmiare alcuni autorevoli rappresentanti della scienza agraria italiana, come i professori Michele Stanca e Carlo Lorenzoni, due maestri che con il loro lavoro in campo genetico hanno raggiunto risultati apprezzati in Italia ed all’estero ed hanno creato scuole di ricerca che continueranno a dare frutti preziosi in futuro.

mercoledì 13 maggio 2020

CAPRA A CHI?

di VALERIA PRAT

 

Tratto da "I tempi della Terra" |n°4|

La capra nel XVIII secolo: esclusa, bandita, condannata, sottoposta a "strumenti di contenimenti".
Il legaccio una proposta di “educatore” per capre del 1788.



In epoca romana e greca la capra è diffusa e costituisceuna risorsa importante per la produzione di carne, latte, formaggi e frattaglie.
Già nella cultura ebraica, però, diventa, per lo più, vittima sacrificale vilipesa. Un caprone, simbolicamente caricato dei peccati della comunità nel giorno del Kippur, è allontanato nel deserto o spinto giù da una rupe.
Nel Medioevo, prosegue lenta e inesorabile la decadenza del povero animale.
Associato, sempre più spesso, al diavolo e alle streghe.
L’iconografia del tempo, infatti, ritrae di frequente il diavolo con corna e piede caprino.

martedì 12 maggio 2020

I PIANETI DEL SOLE AL GRAN BALLO DI SATANA

Note storiche sull’agricoltura biodinamica

 



                                                                                                                               
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Il quaderno che proponiamo ai lettori costituisce il frutto di due sentimenti maturati, tra note di stupore, lampi di angoscia, acuirsi della volontà di comprensione, storica e scientifica, dal 25 aprile 1987, quando l'autore del testo che segue fu invitato ad assistere, in un'azienducola nelle campagne reggiane, alla lezione sull'essenza della "teosofia", la dottrina distillata da un negromante croato, Rudolf Steiner, raccogliendo, in caotico patchwork, stracci raccattati nell'immensa biblioteca composta, dall'alba, tremila anni addietro, della trasmissione scritta del pensiero, da maghi, vati dei culti praticati per onorare le divinità dell'Olimpo, quelle del Pantheon, delle mostruose divinità del Gange, le elucubrazioni di mille rabbini che, insofferenti del rigido monoteismo biblico, si profusero nella creazione di fantastiche favole sull'origine dell'Universo, dell'uomo, dei cui rapporti con le entità demoniache che avrebbero governato gli astri immaginarono mille amene versioni.

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