lunedì 27 marzo 2017

Mondo agricolo e pregiudizio bucolico


di Luigi Mariani

Vita agreste,  Ragazza che fa  la calza, G.Segantini (1858-1899)
Riassunto
In questo scritto si sviluppano alcune riflessioni sul venir meno di una cultura agricola che vede al centro valori della sicurezza alimentare e della tutela del territorio agricolo visto come fattore di produzione a favore di una cultura urbana che mette al centro una serie di pregiudizi di tipo bucolico che si traducono nella promozione di agricolture insostenibili sul piano economico e della sicurezza alimentare. La necessità per il mondo agricolo di affermare una propria autonomia culturale e il ruolo che in questo contesto potrebbero svolgere la storia dell'agricoltura e i musei di storia dell'agricoltura è altresì discusso.
Abstract 
Some thoughts are expressed on the loss of a farming culture which sees as core values food safety and protection of agricultural land seen as a factor of production in favor of urban cultures founded on bucolic prejudices which result in the promotion of an agriculture unsustainable on the economic and food security plan. The need for the farming community to assert its own cultural autonomy and the role it can play in this context the discipline of history of agriculture and the agricultural history museums are also discussed.

giovedì 23 marzo 2017

Quali piante erbacee mangiavano i Romani - Seconda parte

di Alberto Guidorzi

INFIORESCENZE
In tutto il bacino del Mediterraneo cresce il genere Cynara ed in particolare la specie cardunculus (oggi suddivisa in tre varietà: Silvestris o cardo selvatico, Altilis o cardo coltivato e Scolymus o carciofo), ma non abbiamo notizie sul fatto che in epoca romana vi fossero specie coltivate. Sappiamo comunque che i romani mangiavano i capolini delle sue varie specie con vari nomi: colymos, giros, spondilo, sorbole. La selezione successiva, che ha riguardato la carnosità del picciolo (cardo) o l’ingrossamento del capolino, ci ha dato appunto il cardo ed il carciofo coltivati. Apicio presenta sette ricette forse riferibili al carciofo e tre forse riferibili al cardo.
FOGLIE
Diamo uno sguardo più da vicino agli ortaggi da foglia mangiati dai romani. E’ certo che i romani mangiavano e coltivavano (Catone ce lo dice) il genere brassica e che già esisteva una prima differenziazione, ma non certo quella odierna e rappresentata nella figura qui sotto.

lunedì 20 marzo 2017

Grani antichi, capolinea in arrivo?


di Sergio Salvi


Lo spunto per questo post è dato dalla recente pubblicazione di un articolo comparso sull’edizione bolognese del Corriere della Sera dal titolo “La guerra dei grani antichi tra accuse di monopolio e nuove alleanze” (qui), che a mio avviso tocca alcuni aspetti molto eloquenti e predittivi del destino che attende la moda italica dei grani antichi.
Un primo aspetto che s’incontra leggendo il pezzo è quello della sostanziale presa d'atto circa l'improponibilità commerciale delle varietà antiche di frumento - come “Gentil Rosso”, “Andriolo”, “Inallettabile”, “Frassineto” e “Verna” - le cui farine presentano un indice di forza (W) oscillante tra il 50 di “Gentil rosso” e il 170 di “Andriolo”. Se si considera che per produrre il pane servono farine con un indice W compreso almeno tra 250 e 300, si capisce subito quanto queste varietà "da biscotti" siano scarsamente appetibili sul piano tecnologico e commerciale.

venerdì 17 marzo 2017

Quali piante erbacee mangiavano i Romani - Prima parte


di Alberto Guidorzi
                                                                           
                                                                                                                              Riassunto
Questo lavoro illustra le principali specie erbacee (cereali, legumi, ortaggi, piante aromatiche), che erano alla base della dieta degli antichi romani.
La conclusione è che quantunque i romani antichi avessero una dieta molto vicina a quella oggi indicata come alla moda e molto sicura da parte dei media, la loro aspettativa di vita non superasse i 25 anni, che dovrebbe dare un più elevato livello di apprezzamento per gli oltre 80 anni di l'aspettativa di vita dei cittadini italiani d’oggi, nonostante la crescente diffidenza per il cibo di cui si nutrono. 

Abstract
This work analyses the main species of herbaceous crops (cereals, pulses, vegetables, aromatic plants) that were at the base of the diet of the ancient Romans.
The conclusion is that although the Romans had a diet very close to that today indicated as the most pure and safe by the vast majority of media and anchormen, their life expectancy did not exceed the 25 years, which should give an higher level of appreciation for the life expectancy of the present day Italian citizens which overcome 80 years despite the growing distrust of the food they eat.

lunedì 13 marzo 2017

Agricoltura e storia nazionale - Chi ha esorcizzato lo “stato di diritto”?


di Antonio Saltini



Abbiamo rilevato, dalle origini del Risorgimento al sorgere di quella che enfaticamente è stata definita “seconda” Repubblica, l’infausta sorte del proposito di “fare gli Italiani”, un disegno irriso, per primi, dai padri della Patria che l’Italia avevano unito sotto le insegne sabaude, ma che l’Italia erano decisi a conservare divisa in due classi tra le quali non sussistesse possibilità di transito: sicome l’Italia era paese agricolo, padroni della terra e lavoratori della terra.
All’impegno della classe politica a conservare la ferrea divisione si può associare, per la completezza del quadro, l’impegno, altrettanto determinato, della Chiesa: un papa obbediente al proprio Signore quanto pochissimi tra i predecessori, Leone XIII, suggella, il 15 maggio 1891, un’enciclica, la Rerum novarum, che erge la Chiesa a tutrice della plebe miserabile delle campagne, alla sua morte il concistoro cardinalizio, un cenacolo di alfieri intemerati della grande aristocrazia terriera, si impegna a sostituirlo con un successore che ristabilisca la dottrina che proclama le disguaglianze sociali espressione della volontà divina. Per assolvere al mandato, Pio X, teologo supremo, inventa un’eresia inesistente, il “Moderismo” e col pretesto di annientarla scaglia il proprio anatema contro ogni forma di unione creata, nello spirito dell’enciclica di Leone, dai miserabili per proclamare i propri diritti di uomini. Con devota riconoscenza il concistoro cardinalizio eleverà alla gloria degli altari l’inventore del “Modernismo”per avere riaffermato la legge divina della disuguaglianza scandalosamente infirmata da un solerte Vicario di Cristo.

lunedì 6 marzo 2017

War Grapes

  
di Sandro Fracasso

(Vigna di Grenache, Banyuls-sur-Mer, Vial Magnères Domaine)


Nations do not exist, earth has no boundaries, yet there are mountains, rivers, seas, plains and men striving to settle into them.



Introduction



Over the centuries, countless factors have contributed to alter the world as we know it today. If lately, so-called but nevertheless traumatic natural actions are being praised, human action is often considered the source of every catastrophe. Nevertheless, even from the bottom of the worst experience, a silent and exciting tie develops, drawing a veil of peace over lands still echoing from the clattering of conflicts. The Germanic word werra, scuffle, explains it all. In fact, in ancient times, except for the use of archers and catapults, scuffles between soldiers were essential in order to defeat the enemies. During scuffles, bodies and smells would mingle and clash together, along with countless other habits, resulting in a deep and intimate knowledge of the rivals. Armies would settle in occupied lands for years, sometimes centuries, given the absence of means of permanent oppression other than tactic and numbers. As much as weapons could prevail in technique and use, most of the times there were very little differences between armies: hand-to-hand combat was therefore crucial. It explains the importance of wars as events of contact between different populations, together with proselytism, trades and migrations.

Living away from one’s own country for a long time means assimilating flavours and habits of the conquered lands. At the end of a conflict, or even during truces, it would be normal to bring home products, animals and plants belonging to places that had eventually become a second home. This is how some dishes have spread so far away from their country of origin; this is how a grapevine conquered first Europe and then the whole world.

venerdì 3 marzo 2017

Dalle “tossine” di Strampelli al grano allelopatico di domani


di Sergio Salvi

La foto dell’esperimento di allelopatia tra specie erbacee (frumento) ed arboree (vite e olmo) attribuito a Nazareno Strampelli. Nel cassone a sinistra di ciascuna coppia caso-controllo è stato inserito un setto impermeabile che blocca il flusso delle “tossine”. Dove il setto è presente, il frumento, isolato dall’antagonista arborea, recupera in termini sia di sviluppo vegetativo sia di granella prodotta (Gorni, 1913).

Un aspetto inedito emerso qualche anno fa durante le mie ricerche su Nazareno Strampelli è quello dell’interesse che lo scienziato nutrì nel periodo 1909-1912 nei confronti di quella che oggi chiamiamo allelopatia, ma che all’epoca dei suoi studi egli non poteva indicare con un termine che sarebbe stato coniato solo nel 1937 dal botanico Hans Molisch (1856-1937) per descrivere sia le interazioni chimiche benefiche sia quelle deleterie che avvengono tra le specie, con particolare riferimento a piante e microorganismi.

lunedì 27 febbraio 2017

Strampelli entra nel suo “dopo-festival” (ma potrebbe non uscirne)

di Sergio Salvi


Il 2016, anno delle celebrazioni del centocinquantesimo anniversario della nascita di Nazareno Strampelli, è ormai alle spalle ed ha segnato un punto di svolta fondamentale nel processo di riscoperta e rivalutazione di uno scienziato al quale la veste di “mago del grano”, indossata fin dai tempi di “quando c’era Lui”, è risultata infine troppo stretta.
L’ampliamento del guardaroba che ora permette all’agronomo maceratese di vestire non solo i panni del breeder, ma anche quelli del dry farmer e dell’allelopata, è la conseguenza di un avanzamento delle ricerche a carattere storico-scientifico compiuto attraverso un lavoro di sintesi e rilettura in chiave moderna soprattutto degli aspetti meno noti dell’attività svolta da Strampelli.

giovedì 23 febbraio 2017

Un treno cinese in Europa -Una notizia che induce a riflettere sugli antichissimi rapporti di sinergia fra agricoltura e commercio

di Luigi Mariani

 























Riassunto

Da gennaio 2017 un nuovo treno collega Yiwu (Cina orientale) a Londra. Il significato pratico e simbolico è discusso. In particolare questo treno dimostra che il cuore del Eurasia è ormai interconnesso dalla ferrovia e d'altra parte il treno emula le vecchie vie carovaniere che hanno portato dall'Asia all’Europa colture come il riso, il pesco, l’albicocca e il miglio o animali domestici come il cavallo, la pecora, il maiale, l’ape e il baco da seta.

Abstract 
From January 2017 a train connects Yiwu (eastern China) to London. The practical and symbolic meaning of this event is discussed. In fact this train shows that the center of the Eurasia is interconnected by the railway and on the other hand the train emulates the old caravan routes that brought from Asia to Europe crops like rice, peach, apricot and millet and domestic animals like horse, sheep, pig, bee and silkworm.

lunedì 20 febbraio 2017

Greenpeace e il Glyphosate - Parte 2: La strategia , neppure tanto nascosta, degli ambientalisti

di Alberto Guidorzi e Luigi Mariani



Glyphosate
Per cogliere la strategia sottesa alla demonizzazione del glyphosate partiremo da un esempio concreto che è dato dalla bieticoltura statunitense.
Negli USA quasi al 100% della superficie a barbabietola da zucchero è coltivata con varietà GM che hanno il tratto di resistenza al glyphosate. Pertanto i bieticoltori americani seminano le loro bietole e dopo un po’ di tempo intervengono nei loro bietolai effettuando in media 1-1,5 trattamenti con glyphosate quando tutte le infestanti sono presenti. Con questa tecnica ottengono coltivazioni totalmente esenti da malerbe fino al raccolto.