giovedì 29 ottobre 2020

NON BASTA UNA SOCIETÀ SCIENTIFICA PER STRAPPARE IL BIODINAMICO AL LIMBO DELLE PSEUDOSCIENZE

 

 di ANTONIO FERRANTE e LUIGI MARIANI

 

 

La nascita di una nuova società scientifica
 
Il 25 settembre scorso, sul numero 29/2020 di Terra e Vita, è apparso l’articolo di Marco Serventi¹ “Una società scientifica anche per la biodinamica” in cui in sostanza si accredita l’idea che il rifiuto della biodinamica espresso da una significativa parte del mondo scientifico sia frutto di un pregiudizio oggi sempre più spesso superato da università in cui la ricerca e l’insegnamento della biodinamica sono già oggi attivi. Al riguardo l’articolista cita varie università straniere (l’università olandese di Wageningen, tutte le facoltà di agraria tedesche, l’università inglese di Coventry, ecc., ecc.) e italiane (le Università di Firenze, Napoli, Bologna, Salerno, Urbino, Catania e l’università politecnica delle Marche). 
Nell’articolo si annuncia poi la costituzione di una “società scientifica di scienze biodinamiche” che dovrebbe avvenire, Covid-19 permettendo, in un convegno previsto l 12 novembre 2020 presso il salone del 500 in Palazzo Vecchio a Firenze.

martedì 27 ottobre 2020

XYLELLA: STORIA DI UN DISASTRO PROGRAMMATO

Il fascicolo numero 3 del 2020 della rivista trimestrale “I Tempi della Terra” dedicato all’analisi del caso xylella in Puglia

 

OLIVI INFETTI
 
 
 
 

 
Dal primo anno di pubblicazione della rivista, si era pensato con gli amici della redazione di affrontare il tema della devastante diffusione dell’emergenza fitosanitaria della xylella in Puglia. Finalmente ci siamo riusciti, interpellando esperti di comprovata solidità tecnica e scientifica ed allestendo un numero che, pur non essendo riuscito ad affrontare la questione in tutte le diverse angolature, consente di maturare una conoscenza utile sulle caratteristiche della malattia e sugli avvenimenti che si sono verificati.

mercoledì 14 ottobre 2020

MENZOGNE SCIENTIFICHE E GUADAGNI ASTRONOMICI

 

di ANTONIO SALTINI

 
 
Editoriale del 4 °numero de "I TEMPI DELLA TERRA"
Pnocchio


Dalle proprie origini la storia dell'agricoltura può essere definita, con eguale pertinenza, "storia della fame": l'uomo aveva appreso a produrre il proprio cibo, una conquista capitale rispetto ai centomila anni precedenti, durante i quali l'acquisizione del cibo era totalmente aleatoria, ma i suoi raccolti erano minacciati da stuoli di predatori, i suoi armenti da orde di lupi, gruppi di leoni e famiglie di orsi, che l'uomo affrontava, spesso annientandoli, non di rado rimanendo vittima, egli stesso, delle belve che sfidava. L'aleatorietà è comprovata, secondo gli scopritori britannici dei primi insediamenti agricoli, dalla millenaria pratica della broad spectrum economy: l'uso alterno di prodotti della caccia, della pesca, della raccolta di frutti e bacche, una forma di approvvigionamento plurimo che riduce i rischi di carenza assoluta.

mercoledì 7 ottobre 2020

CRISPR: l'ultimo strumento della biologia molecolare per creare piante più produttive e più resistenti ai patogeni

 di VITTORIA BRAMBILLA

 

CRISPR-Cas9, genome editing
Attività del sistema CRISPR-Cas9. Disegno di Gaia Fornara.


L’agricoltura, per essere produttiva e sostenibile, ha la necessità di una sistematica, incessante evoluzione. Fin dalle sue origini, tra le quindici e le dieci migliaia di anni addietro, essa è sostanzialmente progredita tramite l’ottimizzazione di due strumenti: le pratiche agronomiche, sempre più efficaci, e le sementi, che portano caratteristiche di resa sempre migliori soddisfacendo le richieste dei consumatori in termini sia di quantità sia di qualità. Grazie all’ingegno dell’uomo questi due processi hanno potuto essere perfezionati durante la storia, facendo sì che l’agricoltura potesse stare al passo sia con l'entità, sia con la qualità richieste dalla popolazione umana. Così, la storia dell’uomo ha visto l’invenzione dell’aratro, l'adozione delle rotazioni, degli agrofarmaci, dei trattori, dei droni e dei GPS utili per la moderna agricoltura di precisione. Parallelamente, l’uomo ha creato le sue piante domesticando e poi migliorando le sementi perché fossero sempre più produttive e con caratteristiche aderenti ai nuovi gusti alimentari.

lunedì 5 ottobre 2020

ESTIMO: SCIENZA DEL METODO


Giornate di studio |8 e 9 ottobre 2020

 

Agrimensore con groma
Il carattere fondamentale dell’estimo è quello di insegnare ad esprimere giudizi circa la somma di moneta che si può attribuire, per soddisfare date esigenze pratiche, ad un qualsiasi bene economico oggetto di stima

(Giuseppe Medici)

 

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 EVENTO CON PARTECIPAZIONE A DISTANZA. PER MOTIVI ORGANIZZATIVI SI RICHIEDE AI PARTECIPANTI DI EFFETTUARE UNA REGISTRAZIONE PER CIASCUNA SESSIONE DEL CONVEGNO

sabato 3 ottobre 2020

LA DIFFICILE INTERAZIONE TRA RICERCA, SPERIMENTAZIONE E DIVULGAZIONE SCIENTIFICA

 

Il punto di vista di un agronomo ed imprenditore agricolo. Complessità e burocrazia come ostacolo alla conoscenza ed al progresso tecnologico. L’agricoltore è il mestiere della pazienza.

 



di GIUSEPPE SARASSO 

 Tratto da "I Tempi della Terra" |n° 6|

Foto - Daniel Cialdini

La specializzazione

Per gran parte del suo lunghissimo percorso evolutivo, la specie Homo Sapiens si è procurata il cibo esplorando vasti spazi per raccogliere i vegetali spontanei più utili alla propria nutrizione, oltre a cacciare e pescare. Solo negli ultimi 10÷12 millenni ha iniziato ad interferire con la biodiversità spontanea riproducendo e selezionando alcune specie “domesticate” tramite l’allevamento e l’agricoltura, attività che hanno permesso all’Homo di divenire stanziale, con la nascita di villaggi e poi città. Da allora è iniziata la specializzazione operativa, delegando il compito di procacciare il cibo per tutti ad una parte della popolazione, un tempo predominante, oggi ridotta ad una striminzita minoranza.  Anche la popolazione dedita all’agricoltura si è specializzata nella coltivazione, lasciando gradatamente ad altri la produzione delle attrezzature e dei fattori tecnici necessari e dedicandosi alla coltivazione di poche specie, quelle più adatte ai terreni ed ai microclimi locali ed alle richieste del mercato.Le conoscenze tecniche e scientifiche sull’agricoltura hanno raggiunto un livello di complessità tale da non poter più essere dominate per intero da un singolo individuo, pur se dotato del mitico cervello di Pico della Mirandola.

lunedì 28 settembre 2020

ALCUNE RIFLESSIONI SUI DATI STATISTICI DEL BIOLOGICO IN FRANCIA

 

 di ALBERTO GUIDORZI

 


 

In un precedente articolo scritto con l’amico Luigi Mariani (qui) segnalavo ai lettori un video utile a riflettere sul fenomeno del biologico. E proprio per riflettere può essere a mio avviso di grande aiuto un resoconto statistico sul biologico in Francia di cui sono di recente venuto in possesso. Tale resoconto porta a conclusioni simili a quelle relative al bio italiano, che sta seguendo traiettorie che sono del tutto analoghe a quelle francesi e che i nostri media rifiutano di rendere di pubblico dominio. Insomma, ancora una volta trova conferma l’aforisma di Aaron Levenstein secondo il quale “le statistiche sono come i bikini, forniscono delle idee, ma celano l’essenziale”.

venerdì 25 settembre 2020

VERDE URBANO

Comunicato Stampa

 
Potatura
Foto - Andrea Baldi

 
In una lettera aperta al Presidente del Consiglio e ai Ministri delle Politiche Agricole, alimentari e Forestali, dell’Ambiente e della Tutela del territorio e del Mare, dell’Economia e delle Finanze, per il Sud e la Coesione Territoriale e al

giovedì 24 settembre 2020

POPOLAZIONI DI LUCCIOLE E PESTICIDI

 

di LUIGI MARIANI

 


 Larva di Lampyris nell’atto della predazione. Foto: Francesco Tomasinelli  
              (fonte: https://www.lampyridae.it/).
 
 

In una trasmissione di Quark del 26 agosto u.s. il noto divulgatore scientifico Piero Angela ha affermato che "oggi le lucciole non si vedono più nelle nostre campagne a causa dei pesticidi". Debbo confessare che la frase mi ha insospettito per il tono apodittico con cui è stata pronunciata, per cui, al fine di comprendere meglio il peso che i fitofarmaci hanno nella diminuzione delle popolazioni di lucciole e quanto invece dipenda da altri fattori, ho cercato si riflettere sull’argomento coinvolgendo anche gli amici agronomi Ermanno Comegna, Osvaldo Failla, Alberto Guidorzi, Flavio Barozzi, Francesco Marino e Lodovico Alfieri. Qui di seguito riporto quanto emerso e le conclusioni del tutto provvisorie cui sono fin qui pervenuto, sperando possano essere di qualche interesse  per i lettori.

giovedì 17 settembre 2020

LA CONVERSIONE AL BIOLOGICO DI UN GIOVANE AGRICOLTORE FRANCESE

Alcune riflessioni a partire dal servizio di un’emittente televisiva francese



di ALBERTO GUIDORZI e LUIGI MARIANI

 


 
Un video per riflettere

Segnaliamo ai lettori il link a cui si trova un video che si presta a molte riflessioni sul significato della transizione al biologico di una azienda agricola francese di medie dimensioni (qui).

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