martedì 12 dicembre 2017

Mauro Picone: un pioniere dell'informatica alla Grande Guerra

di Alberto Lopez 

Mario Picone
A cento anni dallo sfondamento del fronte ad opera delle truppe austro - tedesche con gravi perdite per l'esercito italiano, a cui fece seguito il ripiegamento lungo la linea del Piave ed a quaranta anni dalla morte, vale la pena ricordare la figura di Mauro Picone (Palermo, 2 maggio 1885 – Roma, 11 aprile 1977). Sì, perché lui nel  novembre del 1917 al fronte c'era in qualità di capitano di artiglieria. Richiamato alle armi nella primavera del 1916, fu inviato in Trentino ed è lì che il colonnello Federico Baistrocchi affidò all'allora sottotenente Picone, le cui capacità matematiche erano già riconosciute nel mondo universitario, il compito di preparare nuove tavole di tiro per l’utilizzo in montagna dell'artiglieria pesante della V Armata.

domenica 10 dicembre 2017

Lettera aperta a S. E. il Direttore dell'Agenzia delle entrate di Torino

 di Antonio Saltini 



Eccellenza,
lo scrivente, prof. Antonio Saltini, pretende di conoscere le ragioni per le quali, avendo trasmesso al Suo sultanato, nei tempi prescritti dalla legge, la dichiarazione di non possedere alcun apparecchio televisivo (raccomandata 17-01-2017), i suoi lacché abbiano iscritto il medesimo tra i debitori dello Stato per il prezioso servizio, e il medesimo sia stato costretto al pagamento dalla bolletta della società erogatrice Hera in data 26-07- 2017, in cui l'importo era surrettiziamente incluso.

venerdì 8 dicembre 2017

Sono ancora utili i pagamenti diretti?

di Ermanno Comegna

Quando mi capita di parlare con gli agricoltori mi accorgo che i pagamenti diretti sono assimilati ad una specie di epifania: almeno per la grande maggioranza di loro. Del resto, ogni anno - alla fatidica scadenza del 15 maggio - arrivano agli organismi pagatori italiani 900.000 domande circa di pagamento (sono oltre 7 milioni in tutta l'Ue) e poi i beneficiari attendono l'ormai consueta tempistica dell’acconto autunnale e del saldo primaverile. 
E' un meccanismo rodato che comporta un vantaggio tangibile in termini di flussi di cassa delle aziende agricole. Spesso l'erogazione coincide con i momenti di maggiore esborso annuale per l'acquisto di mezzi tecnici o per altre operazioni realizzate dall'azienda, compresi gli investimenti e la copertura delle esigenze della famiglia. Non si può dire la stessa cosa per gli altri capitoli della PAC.

lunedì 4 dicembre 2017

I proto-ambientalisti: conservazionismo sulle due sponde dell'Atlantico. Il movimento ambientale dalle origini all'ecologismo moderno. Seconda Parte

di Mirko Bueti

 


Al giro di boa dalla prima alla seconda rivoluzione industriale sul finire del XIX secolo, nei paesi più avanzati dell'Occidente iniziarono a manifestarsi forme di associazionismo volto alla protezione della natura. I luoghi di origine principali furono i cosiddetti firstcomers, cioè i paesi come Gran Bretagna, Germania e Stati Uniti dove lo sviluppo produttivo moderno aveva raggiunto un alto livello di diffusione. Tuttavia, le specificità che differenziavano profondamente i contesti ambientali e culturali sulle due sponde dell'Atlantico dettero origine a movimenti di tutela assai diversi, animati da valori e finalità peculiari.

martedì 28 novembre 2017

Prorogata di 5 anni l'autorizzazione all'utilizzo del Glyphosate

di Alberto Guidorzi e Luigi Mariani

 



L’Unione Europea ha ieri deciso di prorogare per 5 anni l’autorizzazione all’utilizzo del Glyphosate.  Rispetto a tale decisione il ministro dell’agricoltura italiano e francese hanno votato contro mentre ha votato a favore la Germania.
Plaudiamo a tale decisione per le ragioni che vogliamo qui di seguito riassumere:

lunedì 27 novembre 2017

Il movimento ambientale dalle origini all'ecologismo moderno: tra società, cultura e scienza - Parte Prima

di Mirko Bueti



In questo capitolo cercheremo di delineare le vicende del movimento ambientalista, focalizzando la seconda parte sulle specificità di quello italiano. Si tratta di collocare sotto la lente della storia un peculiare fenomeno sociale emerso in un breve arco di tempo tra le fine degli anni Sessanta e l'inizio degli anni Settanta, durante il quale in gran parte del mondo occidentale si moltiplicarono le azioni di protesta dirette a denunciare le situazioni di grave inquinamento dell'ambiente che rischiavano di compromettere l'equilibrio ecologico del Pianeta, e conseguentemente di danneggiare la salute delle persone. Allargando la prospettiva sul lungo periodo, il movimento ambientalista si colloca all'apogeo del più ampio processo storico che potremmo definire di “valorizzazione etica dell'ambiente”. Si tratta di un percorso lungo il quale la civiltà occidentale ha lentamente ma progressivamente sviluppato un ampio set di strumenti teorico-scientifici e di codici valoriali e sociali che hanno consentito di “mitigare” la dominante concezione antropocentrica e dominatrice del rapporto tra uomo e natura promuovendo atteggiamenti di tutela e di pacifica convivenza con gli altri esseri viventi. Tale processo può essere convenzionalmente suddiviso in tre fasi. La prima interessa il momento in cui la natura diventa un problema sociale e intellettuale, portando la società occidentale a elaborare strumenti culturali e scientifici capaci di regolare il rapporto con l'ambiente. La seconda riguarda l'origine di una più consapevole politica di gestione delle risorse naturali, rappresentata dal conservazionismo. La terza infine affronta l'emergere del movimento ambientalista a livello internazionale, per focalizzarsi poi sulle specificità di quello italiano

sabato 25 novembre 2017

A quale casta appartiene Vandana Shiva?


di Antonio Saltini

 

"La sacerdotessa di Brahama". A Shiva quale membro della Trimurti è 
affidato il ruolo di distruttore, colui che periodicamente riassorbe il mondo.
Tra le poche persone ancora in grado, dopo tre decenni di televisione e settimanali spazzatura, di un giudizio personale sui fatti ed i loro protagonisti, è alquanto diffuso il convincimento che star politiche, televisive e giornalistiche di maggiore successo potrebbero riassumere l''intero sistema della propria etica professionale in un unico comandamento (quale semplificazione rispetto ai dieci del barbuto Mosé!), che prescriverebbe: "Presentati allo schermo di tutte le trasmissioni di grande audience, proclama le fandonie più fantastiche, che sian stupefacenti, inquietanti, menti con sucumera, diffondi il terrore, proponi nuove regole di convivenza, le più insensate che tu possa concepire. Non importa nulla se non conosci né la grammatica né la sintassi italiana, anticaglie, ormai, per malinconici senza alcun futuro. I tuoi voti alle elezioni, e i tuoi cachet per articoli e interviste, si moltiplicheranno esponenzialmente. Assurgerai a autorità nazionale, cui tutti si inchineranno."

giovedì 23 novembre 2017

GLYPHOSATE = AMIANTO? Certamente NO!

di Alberto Guidorzi e Luigi Mariani

 

Riassunto
I risultati di un recentissimo studio epidemiologico (Andreotti et al., 2017) pubblicato negli Usa dall’autorevole rivista scientifica Journal of the National Cancer Institute evidenziano l’esposizione al glyphosate degli operatori agricoli non causa un incremento significativo del rischio di tumori ma viceversa comporta una lieve riduzione dello stesso, anche se statisticamente non significativa. Nell’articolo viene altresì presentato il confronto con i ben diversi risultati di uno studio epidemiologico su Amianto condotto nel 2001 da Yano et al.

martedì 21 novembre 2017

Conclusioni del convegno “La Terra. Lascito dei genitori o prestito dei figli?"- Note critiche

di Alessandro Cantarelli


CONCLUSIONI del convegno “La Terra. Lascito dei genitori o prestito dei figli? Le contraddizioni del processo di evoluzione e trasformazione dell’agricoltura italiana.”Istituto “Alcide Cervi”-Biblioteca Archivio “Emilio Sereni”.


Fig.1. Una giovane donna alla guida di un nuovo modello di trattore, trainante una moderna rotoimballatrice in prova: un’immagine femminile diversa da quelle più propriamente “vanity”, proposte sui media/social. L’innovazione e la conseguente modernizzazione in agricoltura, contribuiscono a creare un’agricoltura maggiormente attrattiva per le giovani generazioni, rispetto ad un non lontano passato.Fotografia realizzata nel corso di un’iniziativa dedicata alla presentazione di nuove attrezzature per la fienagione, nella pianura bolognese. Foto Cantarelli.

Le conclusioni dei lavori ricorderanno bene i presenti, dovevano essere tenute dall’Assessora all’Agricoltura Simona Caselli della Regione Emilia Romagna. In sua sostituzione fu mandato invece un funzionario facente parte della sua segreteria. Ebbene in questo contesto di studio, unico nel suo genere¹  e davanti ad una composta platea che per tutta la mattinata si era mostrata attenta ed interessata, il solerte funzionario stroncava con determinazione l’efficacia dei contributi precedenti. Diceva di essere rimasto colpito dal fatto che –a suo dire-, il titolo centrale del convegno “La Terra…” era stato focalizzato solo marginalmente. Forse era lui a non avere sufficientemente inteso il significato alquanto ampio, al quale si riferisce il termine Terra.

venerdì 17 novembre 2017

Scoperte in Georgia le più antiche tracce di vinificazione

di Osvaldo Failla, Luigi Mariani e Gabriele Cola 



Figura 1 – Una delle giare di Hajji Firuz tepe. Si tratta di vasi vinari una capacità di 9 litri, datato 5400-5000 aC (McGovern, 1993).. Durante la fermentazione venuvano chiusi temporamenamente con tappi in argilla in grado di sfiatare la CO₂ formatasi grazie all’inserzione di fusti cavi di cereali vernini. Di tali tappi si si è trovata traccia negli scavi (fonte: Hasanlu project, Pennsylvania university museum).
Per approcciare in modo efficace la storia della vite occorre riportarsi a 60 milioni di anni fa, nel torrido Eocene, era geologica che vide la comparsa del genere Vitis a cui afferisce la vite domestica. Le vicende successive portarono il genere Vitis a essere composto di oltre 60 specie di cui una, Vitis vinifera sylvestris, antenato selvatico della vite domestica, si affermò incontrastata in Asia Occidentale e nell’areale Euro-Mediterraneo. Due milioni e mezzo di anni orsono ebbero inizio le ere glaciali del Quaternario nel corso della quali la vite, specie termofila, riuscì a sopravvivere nella fascia costiera prospiciente il Mediterraneo e in aree rifugio poste a sud di grandi catene montuose (il Gran Caucaso, le Alpi, i Pirenei). È lì che gli esseri umani che per primi abitarono i nostri territori durante l’ultima glaciazione vennero in contatto con tale specie, di cui consumarono i frutti giungendo forse a produrre le prime bevande fermentate, antenate del vino.
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