domenica 22 giugno 2014

Agrarian Sciences


di Antonio Saltini




 Tra il 1950 e il 2000 si è compiuto lo straordinario raddoppio della popolazione mondiale, si è realizzato, contemporaneamente, il triplicamento delle produzioni agricole essenziali: cereali, latte, carne. Se il primo evento è stato, palesemente, reso possibile dal secondo, qualunque analisi storica dimostra che il triplicamento della produzione di cibo è stata conseguenza delle scoperte biologiche, fitopatologiche, veterinarie dell’Ottocento, che dopo cento anni di progressive traduzioni tecnologiche hanno creato un contesto sinergico che ha prodotto il singolare risultato.



Si deve sottolineare che il parallelo raddoppio della popolazione e il triplicamento delle disponibilità alimentari è evento unico nella storia dell’Homo sapiens, che dalle proprie origini ha vissuto 70.000 anni come cacciatore-raccoglitore, una condizione che escludeva ogni possibilità di accrescimento della popolazione, che, quindi, 10.000 anni avanti Cristo, con l’”invenzione” dell’agricoltura, ha innescato la crescita che si è manifestata, nel lungo periodo, con il raddoppio degli abitanti del Pianeta ogni 2.000 anni, un limite che la lentezza del progresso agronomico non ha consentito di superare fino ai primordi dell’agronomia moderna, che realizzerà il raddoppio in cinque decenni quando avrà ricavato dalla scienza gli strumenti tecnologici necessari.


L’alba del terzo Millennio propone un quadro che sovverte ogni equilibrio precedente: nell’opinione internazionale si scontrano, con intransigenza crescente, convincimenti in crudo contrasto, un sempre più vasto rifiuto della scienza sperimentale, con l’abiura del metodo di Galileo, si rifrange in cento scuole e sette che propugnano il ritorno all’agricoltura primitiva o a formule di coltivazione fondate su supposizioni e pratiche prive di qualunque supporto sperimentale, che gli adepti proclamano inutile, o, addirittura, nocivo.


Questa pagina, nata dalla decisione di un piccolo gruppo di cultori di storia della scienza, si apre a tutti coloro che desiderino conoscere dati e riflessioni in grado di aiutare a rispondere al quesito se la famiglia umana, che ha raggiunto i sette miliardi grazie alla sinergia di cento scoperte realizzate dal tempo di Galileo, possa sopravvivere alla cancellazione, tra gli strumenti della produzione del cibo, della scienza moderna, e a quella, complementare, di quanti miliardi di uomini sarebbero destinati a soccombere alla fame se chi moltiplica bandi e proclami contro la scienza riuscisse a imporre la coltivazione di specie vegetale i cui raccolti non raggiungevano l’entità di un terzo di quelli che oggi consentono l’alimentazione di sette miliardi di creature umane.







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