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domenica 16 luglio 2017

Le galline sul tavolo nella reclame della Barilla


di Luigi Mariani 

Spot Barilla
I miei avi agricoltori saranno stati magari analfabeti ma le galline non entravano per principio nelle loro case e soprattutto nelle cucine e ciò per eminenti ragioni igieniche: quelle simpatiche bestiole hanno infatti la pessima abitudine di defecare da tutte le parti. E la stessa forma di “razzismo” veniva a quanto ricordo praticata nei confronti di gatti e cani, altro che animalisti e pet!

E a conforto di questi miei ricordi posso anche citare la testimonianza dell’amico Alberto Guidorzi che ho appositamente intervistato: “Quante volte nelle case contadine ho visto la sfoglia fatta e lasciata ad asciugare, ma guarnita di merda di gallina mentre la massaia era uscita....Erano le famiglie che mio padre aveva individuato come quelle da cui non accettare mai un invito a pranzo.....”.
Tutto ciò per dire che trovo francamente intollerabile che si sia arrivati ad una reclame Barilla della serie “Mulino bianco”, famosa nei secoli per le sue improbabili narrazioni del mondo rurale, in cui una gallina troneggia su un tavolo su cui vengono preparati manicaretti vari.
Non oso interrogarmi sul risultato in termini educativi di un simile messaggio diffuso a milioni di persone, anche se immagino che la gran parte dei nostri concittadini non sappia nulla dell’etologia di quella simpatica bestiola, ammesso e non concesso che sappia distinguere una gallina da un piccione.
Confesso tuttavia che la pubblicità in questione ha fatto scattare in me un non so che di archetipico da cui sarà ben difficile liberarmi quando mi troverò di fronte a un prodotto Barilla sul banco di un supermercato. In altri termini se gli strateghi del marketing volevano farmi ricordare i prodotti Barilla sono sicuramente riusciti nel loro scopo, anche se dubito fortemente che questo sia il modo giusto per convincermi all’acquisto.

Luigi MarianiDocente di Storia dell' Agricoltura Università degli Studi di Milano-Disaa, condirettore del Museo Lombardo di Storia dell'Agricoltura di Sant'Angelo Lodigiano. E' stato anche Docente di Agrometeorologia e Agronomia nello stesso Ateneo e Presidente dell’Associazione Italiana di Agrometeorologia.

4 commenti:

  1. Alberto Guidorzi16 luglio 2017 12:32

    Caro Luigi

    Da molti il tuo dire potrebbe essere scambiato per antianimalismo, atteggiamento questo peggiore degli untori di manzoniana memoria, ecco allora freschi freschi dei dati statistici e degli allarmi che giustamente vengono diffusi da chi ha a cuore la salute umana....ma cosa dico: oggigiorno è più importante la salute animale che la salute umana.

    https://www.cdc.gov/salmonella/live-poultry-06-17/index.html

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  2. E' una cosa che noto da diverso tempo:una enorme sopravvalutazione del rischio chimico e una decisa sottovalutazione di quello microbiologico.Qualche tempo fa un'amica, fanatica dei cibi bio stava gettando un piatto che il "gattino" aveva leccato."Basta lavarlo" le ho detto."Ma che schifo!" mi ha risposto."E cosa fai allora con l'insalata che paghi il doppio perchè venga coltivata con il letame?" e lei "ma quella è un'altra cosa, li non ci sono prodotti chimici!"."Contenta tu.....". Non ho insistito oltre per non beccarmi il solito "ma tu che ne sai?" da una persona che sa che ho studiato agraria e che da più di trent'anni faccio il "contadino".

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  3. Portatrici di salmonella.
    Viviamo in un mondo, dove gli animali non sono molto contenti dell'evoluzione umana!

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  4. Segnalo due articoli sull'"evoluzione" del citato messaggio pubblicitario. Il primo deriva da intervista alla Zanzara di RADIO24 http://www.varesenews.it/2013/09/barilla-i-gay-e-la-gallina-di-banderas/51498/, mentre il secondo odora di "confessionale": http://www.lastampa.it/2014/10/12/societa/lazampa/animali/anche-rosita-fa-scandalo-peccato-che-sia-un-pupazzo-9QLjGjOw5w2DvNA93gFjJJ/pagina.html . A volte penso che la crisi nazionale sia destinata a endemizzare, a vari livelli...

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