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martedì 29 maggio 2018

LA SCUOLA SANT'ANNA DI PISA QUERELA L'OSSERVATORE ROMANO

 
Un’iniziativa sacrosanta a fronte di critiche lesive dell’onorabilità dei ricercatori pisani autori di una meta-analisi relativa ai pregi dei mais OGM uscita sulla rivista scientifica Nature Scientific Reports

  
di ALBERTO GUIDORZI, TOMMASO MAGGIORE, LUIGI MARIANI e FRANCESCO  MARINO

 


L’antefatto
Abbiamo già avuto occasione di parlare dell’articolo di Elisa Pellegrino, Stefano Bedini, Marco Nuti e Laura Ercoli dal titolo “Impact of genetically engineered maize on agronomic, environmental and toxicological traits: a meta-analysis of 21 years of field data”, pubblicato sulla rivista scientifica Nature Scientific Reports.
Al riguardo abbiamo anzitutto commentato i risultati ottenuti dai ricercatori toscani (Mariani L. Guidorzi A., 2018. "Una Meta - Analisi dimostra ancora una volta la superiorità del mais OGM. Ma servirà a qualcosa?" - in  Agrarian Sciences ).

Inoltre con lo scritto “Carnemolla e la scienza negata” a firma di Alberto Guidorzi, Tommaso Maggiore e Luigi Mariani, abbiamo stigmatizzato la rozza critica formulata dal dottor Carnemolla, presidente di Federbio, sul quotidiano online Huffington post, segnalando quanto di lesivo dell’onorabilità degli autori della ricerca fosse in essa contenuto. Nel nostro commento evidenziammo peraltro la critica pubblicata dall’Osservatore Romano nel febbraio 2018 (qui) a firma di un altro esponente di Federbio, il vicepresidente Carlo Triarico, limitandoci a segnalare ai lettori la replica di Roberto Defez, ricercatore del CNR di Napoli (qui).

La querela per diffamazione
Da un articolo apparso il 24 maggio scorso sulla cronaca di Pisa de “la Nazione” di Firenze e firmato da Gab.Mas. (qui) apprendiamo che il Sant’Anna di Pisa ha depositato una querela per diffamazione all’Osservatore Romano per le critiche, ritenute diffamatorie, comparse nell’articolo di Triarico, secondo il quale le «restrizioni economiche» con le quali devono fare i conti le università italiane, «non deve mettere la nostra ricerca nelle condizioni di ingraziarsi gruppi di interesse per sopravvivere».
«In ambito scientifico il diritto di critica - afferma il Rettore del Sant’Anna Pierdomenico Perata - è sacrosanto, se esercitato confutando in modo altrettanto scientifico il lavoro di altri. Alludere invece che l’esito di quella ricerca scientifica è tale perché è stata fatta al soldo di qualche multinazionale è una diffamazione e dev’essere perseguita».
La querela è stata sottoscritta, oltre che dalla Scuola, anche dai due autori della ricerca afferenti al Sant’Anna , Laura Ercoli e Marco Nuti: «L’accusa di una selezione tendenziosa e interessata dei dati scientifici elaborati per soddisfare particolari interessi è particolarmente grave e offensiva e per un ricercatore rappresenta l’accusa più infamante possibile. Ci sarebbero stati ben altri modi e sedi per un serio confronto su questo tema fra persone che la pensano in modo diverso».

La nostra posizione

Da parte nostra non possiamo che plaudire all’iniziativa assunta dalla scuola Sant’Anna perché riteniamo che ognuno in agricoltura possa produrre nel modo che meglio crede, a condizione ovviamente di rispettare i requisiti di qualità, salubrità e rispetto dell’ambiente previsti dalla legge. Riteniamo invece intollerabile basare il proprio marketing sulla demonizzazione di una tecnologia benemerita come quella degli OGM e su affermazioni lesive dell’onorabilità dei ricercatori universitari che, attingendo ad una vastissima bibliografia scientifica, hanno evidenziato i pregi di tale tecnologia.
Scusate dunque se ci ripetiamo riportando ancora una volta le parole del prof. Enrico Bellone: “Una grave responsabilità grava sulle spalle dei nostri scienziati. Essi hanno, in un momento come quello attuale, la possibilità e il dovere di intervenire nelle istituzioni della politica e nei meandri della cultura di massa respingendo, in entrambi i settori, il degrado causato dalle rappresentazioni deformate della conoscenza che si stanno sempre più rinvigorendo. Prima che il declino sia irreversibile.” (E. Bellone, 2005. la scienza negata, il caso italiano, Codice edizioni, 124 pp.).
Al riguardo crediamo che gli amici della Scuola Sant’Anna di Pisa abbiano fatto un passo molto coraggioso e di questo siamo loro particolarmente grati. Speriamo che i media diano il giusto risalto a un’iniziativa legale che, ove si concludesse in modo positivo, potrebbe contribuire a risollevare il nostro Paese dallo stato di arretratezza in cui è stato costretto negli ultimi decenni dal rifiuto preconcetto di tecnologie che oggi stanno rivoluzionando il mondo dell’agricoltura, garantendo sicurezza alimentare a livelli prima impensabili.


Alberto Guidorzi
Agronomo. Diplomato all' Istituto Tecnico Agrario di Remedello (BS) e laureato in Scienze Agrarie presso UCSC Piacenza. Ha lavorato per tre anni presso la nota azienda sementiera francese Florimond Desprez come aiuto miglioratore genetico di specie agrarie interessanti l'Italia. Successivamente ne è diventato il rappresentante esclusivo per Italia; incarico che ha svolto per 40 anni accumulando così conoscenze sia dell'agricoltura francese che italiana.



Tommaso Maggiore 
Già  Docente di Agronomia Generale presso la Facoltà di Agraria dell' Università degli studi di Milano, è stato anche Direttore del corso di Agronomia, Presidente del Corso di laurea Magistrale di Scienze della Produzione e protezione delle piante e Direttore del dipartimento di Produzione Vegetale.
E' autore di centinaia di pubblicazioni a carattere scientifico.


Luigi Mariani
Docente di Storia dell' Agricoltura Università degli Studi di Milano-Disaa, condirettore del Museo Lombardo di Storia dell'Agricoltura di Sant'Angelo Lodigiano. E' stato anche Docente di Agrometeorologia e Agronomia nello stesso Ateneo e Presidente dell’Associazione Italiana di Agrometeorologia. 
 
Francesco Marino
Dott.Agronomo e Zootecnico, Presidente dell'Associazione AgronomiperlaTerrA e di Copagri Toscana, organizzazione Sindacale che tutela gli interessi della aziende agricole aderanti all' UGC Cisl, UIMEC Uil e UCI.  E' responsabile del Blog Agrarian Sciences .
 

3 commenti:

  1. A questi Giordano Bruno e Galileo Galilei non hanno insegnato nulla. Dopo secoli tornano alla carica supportati da pseudo-scienziati e pseudo-intellettuali. Da domani "caccia" a chi si vaccina? Intanto i nostri migliori cervelli o espatriano o si adattano a più bassi profili, finché qualcuno prende in mano la penna e comincia a querelare. A quando la querela per malafede e ignoranza? Enrico Fravili agronomo

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  2. caiofabricius3 giugno 2018 11:19

    Dai, ci è andata bene...due secoli di laica crescita civile, economica, culturale grazie soprattutto al razionale metodo-scientifico sperimentale ispirato da un altro pisano eretico e realizzato dagli illuministi anticlericali .
    Ma le angosciose ed ancestrali paure della morte e l'incognita del futuro mai veramente sopite hanno continuato a covare e adesso, come tante altre volte nella Storia, riesplodono con il consueto, prevedibile, strumentale sfruttamento politico-fideistico di ciarlatani e santoni più o meno organizzati in sette di potere più o meno strutturate. L'Italia, come spesso accadde nel passato, si è mossa tra le prime...ma presto il CIALTRONEVO superstizioso e dogmatico travolgerà savonarolescamente lo "scandaloso" benessere diffuso nel Mondo.
    W Ipazia (e anche w Mattarella, và!)

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  3. Alessandro Cantarelli7 giugno 2018 21:02

    E’ notizia sul Corsera di oggi della classifica delle migliori Università del mondo (Qs World University Rankings). Per la raccolta dei dati utili ai fini dei punteggi, si apprende che sono stati coinvolti circa 70.000 valutatori.
    Tra le italiane, al primo posto il Politecnico di Milano ed al secondo, ma guarda un po’, la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa.
    Anche la stessa Università di Pisa figura comunque in ottima posizione. Un dato interessante è che tutte queste Istituzioni avanzano di posizione rispetto l’anno precedente.
    Le scomposte prese di posizione dei dirigenti Federbio, non hanno evidentemente sortito gli effetti sperati sui valutatori, che evidentemente avevano chiara la diversità che esiste tra le pubblicazioni scientifiche di qualità e le “operazioni di propaganda di parte” (Carnemolla).
    Qualità delle pubblicazioni e reputazione degli accademici, sono quindi parametri sufficienti per respingere al mittente le accuse che le “restrizioni economiche” con le quali devono fare i conti le università italiane “non deve mettere la nostra ricerca nelle condizioni di ingraziarsi gruppi di interesse per sopravvivere» (Triarico).
    Alla luce di questi risultati, quella di Federbio si reputerebbe un’analisi…perfetta!

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