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martedì 16 ottobre 2018

BIODINAMICO AL POLITECNICO DI MILANO – DUE LETTERE CHE CI CONFORTANO - La lettera del collega Michele Lodigiani ai consiglieri dell’Ordine degli Agronomi di Piacenza e la lettera di docenti e ricercatori dell’università degli Studi di Milano, del CNR e del CREA al rettore del Politecnico di Milano


di TOMMASO MAGGIORE e LUIGI MARIANI

Nessuna conquista nel campo della scienza può mai dirsi conseguita in modo definitivo. Ad esempio l’intrusione della magia e dell’astrologia nel settore agronomico e biologico fosse già stata combattuta da Columella si è riproposta in varie forme nei secoli successivi, per cui ad esempio fino all’inizio del XIX secolo era in auge il vitalismo che attribuiva alla materia vivente una “vis vitalis” e che in agricoltura si presentava come umismo. Sconfitto il vitalismo grazie alle grandi scoperte ottocentesche di Nicholas Theodore De Saussure (nutrizione carbonica atmosferica) e Friedrich Wöhler (sintesi dell’urea) si è poi assistito alla comparsa di una nuova forma di agricoltura a base magica nota come biodinamico ad opera del filosofo tedesco Rudolf Steiner. A lui si devono infatti gli strampalati fondamenti agronomici del biodinamico, del tutto privi di basi scientifiche e irti di energie cosmiche e influssi astrali con cui dialogherebbero le piante coltivate e gli animali domestici,specie se dotati di corna interpretate come antenne aperte verso il cosmo.
Al di fuori del mondo agronomico notiamo da anni segnali preoccupanti in campo medico umano e che si chiamano ad esempio No Vax, animalisti che negano la sperimentazione su animali o propugnatori del metodo Stamina. Peraltro rispetto a tali segnali ci conforta la reazione coerente del mondo scientifico e dello stesso Ordine dei Medici, il quale ha costantemente mostrato il totale rifiuto rispetto a metodologie non scientificamente fondate.
Ora il biodinamico ha l’onore di essere ospitato presso il Politecnico di Milano in un convegno internazionale che avrà luogo fra 15 e 17 novembre 2018 e che vede la partecipazione non solo di biodinamici, ma di vari rappresentati della pubblica amministrazione e del mondo scientifico nazionale. Al riguardo abbiamo già avuto occasione di esprimere su Agrarian sciences tutta la nostra riprovazione per un’iniziativa che sa di ignoranza e di disprezzo per la scienza agronomica che oggi garantisce alla popolazione mondiale livelli di sicurezza alimentare mai raggiunti in passato. In tale sede abbiamo altresì avuto modo di stigmatizzare il patrocinio offerto al convegno da parte del Consiglio dell’Ordine Nazionale dei dottori Agronomi e Forestali.
Qualcosa di buono si può tuttavia cogliere anche in questa vicenda ed è dato dal fatto che ci siamo accorti di non essere soli in questa battaglia. Al riguardo ci preme segnalare due iniziative che ci confortano e che auspichiamo possano suscitare emulazione a livello nazionale, rompendo finalmente il velo di ipocrisia che da decenni circonda il biodinamico.



  • La lettera del dott. Agr. Michele Lodigiani ai consiglieri dell’Ordine degli Agronomi di Piacenza

Abbiamo di recente verificato che il Consiglio Nazionale degli Ordine degli Agronomi ha dato il proprio patrocinio all’iniziativa del biodinamici. Come dottori agronomi riteniamo tale fatto di estrema gravità in quanto paragonabile ad un patrocinio dell’Ordine dei Medici ad un convegno di pranoterapeuti. Il collega agronomo Michele Lodigiani ha reso nota la lettera da lui inviata ai consiglieri dell’Ordine degli Agronomi di Piacenza che riportiamo qui sotto ritenendola un’iniziativa encomiabile e che dovrebbe essere a nostro avviso imitata. 


"Ai Consiglieri dell’Ordine degli Agronomi e Forestali di Piacenza"

Leggo con sconcerto (e spero sinceramente che si tratti di una notizia falsa) che il CONAF avrebbe concesso il proprio patrocinio al prossimo convegno di agricoltura biodinamica, che si terrà a novembre presso il Politecnico di Milano (sconcerto doppio!). Come è noto l’agricoltura biodinamica non ha alcuna base scientifica, richiamandosi piuttosto a non ben precisate forze cosmiche il cui funzionamento è probabilmente più prossimo all’esoterismo che all’agronomia: da parte mia credo che il nostro ordine non debba in alcun modo legittimare, con il proprio prestigioso sigillo, questo tipo di fantasie (in nessun modo ascrivibili alla categoria delle “discipline”). Chiedo pertanto all’Ordine di verificare se la notizia riportata ha fondamento; in caso affermativo mi piacerebbe che da Piacenza giungesse al CONAF un fermo richiamo su questo tema, su cui credo sarebbe anche opportuno aprire un dibattito fra gli iscritti.”


  • La lettera indirizzata al Rettore del Politecnico di Milano e sottoscritta da docenti e ricercatori dell’Università degli Studi di Milano, del CNR e del CREA

La lettera che riportiamo qui sotto ci conforta moltissimo in quanto proviene dal mondo scientifico di cui ci sentiamo parte e da cui un’opinione pubblica troppo spesso manipolata dai media si attende chiavi di lettura scientificamente corrette in ambito agronomico e biologico.


Gent. Rettore Prof. Ferruccio Resta

Il 16 e 17 Novembre il Politecnico di Milano ospiterà XXXV CONVEGNO INTERNAZIONALE DELL’ASSOCIAZIONE PER L’AGRICOLTURA BIODINAMICA dal titolo “INNOVAZIONE E RICERCA. ALLEANZE PER L’AGROECOLOGIA”.
Il convegno si propone di essere il punto di convergenza fra il mondo produttivo agricolo, le istituzioni universitarie e di ricerca, e aziende di distribuzione.
Come rappresentanti dei Dipartimenti scientifici operanti in ambito biologico ed agrario dell’Università degli Studi di Milano, del CNR e del CREA troviamo preoccupante che rappresentanti delle istituzioni milanesi, personalità del mondo accademico e culturale diano il proprio contributo a questa iniziativa che tenta di dare veste scientifica all’agricoltura biodinamica.
Il metodo biodinamico non ha basi scientifiche. Fu ideato da Rudolf Steiner all’inizio del secolo scorso e prevede pratiche esoteriche, invoca forze cosmiche e utilizza vesciche di cervo e corna di vacche per la produzione di preparati omeopatici per la cura delle piante e la concimazione del terreno. Nessuno, nemmeno lo stesso Steiner, ha mai validato l’efficacia di questo metodo rispetto a metodi convenzionali e la letteratura scientifica dice chiaramente che la biodinamica non è una pratica science-based.
Non possiamo accettare che la comunicazione scientifica, che deve essere basata sul metodo scientifico, sia confusa in modo cosi palese con comunicazione di falsità e di teorie bizzarre che di scientifico non hanno assolutamente nulla.
Le chiediamo pertanto di ripensare l’eventuale sua partecipazione all’evento e di non avallare con la sua presenza la divulgazione di posizioni prettamente anti scientifiche.
Grati di ricevere un suo cortese riscontro, la salutiamo cordialmente


  • Lucia Colombo, Direttore del Dipartimento di Bioscienze, Università degli Studi di Milano
  • Osvaldo Failla, Direttore del Dipartimento di Scienze Agrarie e Ambientali – Produzione, Territorio, Agroenergia, Università degli Studi di Milano

Seguono altre 29 firme di docenti e ricercatori dell’Università degli Studi di Milano, del Cnr e di Crea.

Elenco dei firmatari alla lettera indirizzata dalla Prof.ssa Lucia Colombo e il Prof. Osvaldo Failla al rettore del Politecnico di Milano Prof. Ferruccio Resta
  • Lucia Colombo, Direttore del Dipartimento di Bioscienze, Università degli Studi di Milano
  • Osvaldo Failla, Direttore del Dipartimento di Scienze Agrarie e Ambientali – Produzione, Territorio, Agroenergia, Università degli Studi di Milano
  • Luigi Cattivelli, Direttore del Centro di Ricerca Genomica e Bioinformatica del CREA – Consiglio per la Ricerca in Agricoltura e l’analisi dell’economia agraria
  • Giampiero Valè, Responsabile del Centro Ricerche Riso del CREA – Consiglio per la Ricerca in Agricoltura e l’analisi dell’economia agraria
  • Michele Stanca, Presidente dell’Unione Nazionale delle Accademie per le Scienze Applicate allo Studio dell’Agricoltura, alla Sicurezza Alimentare e alla Tutela Ambientale
  • Gian Attilio Sacchi, Professore di Chimica Agraria, Università degli Studi di Milano
  • Incoronata Galasso, Ricercatrice, Istituto di Biologia e Biotecnologia Agraria, Milano Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR)
  • Matteo Crovetto, Professore di Nutrizione e Alimentazione Animale, Università degli Studi di Milano
  • Alessandro Vitale, Ricercatore, Istituto di Biologia e Biotecnologia Agraria, Milano, Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR)
  • Luca Bechini, Professore di Agronomia e Coltivazioni Erbacee, Università degli Studi di Milano
  • Salvatore Pilu, Professore di Genetica Agraria, Università degli Studi di Milano
  • Alessandra Stella, Ricercatrice, Istituto di Biologia e Biotecnologia Agraria, Milano Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR)
  • Claudio Gandolfi, Professore di Ingegneria Agraria, Forestale e dei Biosistemi, Università degli Studi di Milano
  • Carlo Massimo Pozzi, Professore di Genetica Agraria, Università degli Studi di Milano
  • Emanuela Pedrazzini, Ricercatrice, Istituto di Biologia e Biotecnologia Agraria, Milano del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR)
  • Piero Attilio Bianco, Professore di Patologia Vegetale, Università degli Studi di Milano
  • Vittoria Brambilla, Ricercatrice di Botanica Generale, Università degli Studi di Milano
  • Laura Rossini, Professore di Genetica Agraria, Università degli Studi di Milano
  • Eleonora Cominelli, Ricercatrice, Istituto di Biologia e Biotecnologia Agraria, Milano Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR)
  • Alex Costa, Professore di Fisiologia Vegetale, Università degli Studi di Milano
  • Francesca Sparvoli, Ricercatrice, Istituto di Biologia e Biotecnologia Agraria, Milano del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR)
  • Anna Moroni, Professore di Fisiologia Vegetale, Università degli Studi di Milano
  • Fulvio Gandolfi, Professore di Anatomia e Fisiologia Veterinaria, Università degli Studi di Milano.
  • Piero Morandini Professore di Fisiologia Vegetale, Università degli Studi di Milano
  • Luca Espen, Professore di Chimica Agraria, Università degli Studi di Milano
  • Fabio Fornara, Professore di Botanica Generale, Università degli Studi di Milano
  • Pietro Marino, Ricercatore di Agronomia e coltivazioni erbacee Università degli Studi di Milano
  • Martin Kater, Professore di Genetica, Università degli Studi di Milano
  • Anna Sandrucci, Professoressa di Zootecnica Speciale, Università degli Studi di Milano
  • Daniele Bassi, Professore di Arboricoltura Generale e Coltivazioni Arboree, Università degli Studi di Milano
  • Aldo Luperini, Ricercatore Istituto di Biologia e Biotecnologia Agraria, Milano del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR


Tommaso Maggiore 
Già  Docente di Agronomia Generale presso la Facoltà di Agraria dell' Università degli studi di Milano, è stato anche Direttore del corso di Agronomia, Presidente del Corso di laurea Magistrale di Scienze della Produzione e protezione delle piante e Direttore del dipartimento di Produzione Vegetale.
E' autore di centinaia di pubblicazioni a carattere scientifico.


Luigi Mariani
Docente di Storia dell' Agricoltura Università degli Studi di Milano-Disaa, condirettore del Museo Lombardo di Storia dell'Agricoltura di Sant'Angelo Lodigiano. E' stato anche Docente di Agrometeorologia e Agronomia nello stesso Ateneo e Presidente dell’Associazione Italiana di Agrometeorologia. 
 

45 commenti:

  1. ...estrema gravità in quanto paragonabile ad un patrocinio dell’Ordine dei Medici ad un convegno di pranoterapeuti....
    Il fatto è che purtroppo ci sono ordini dei medici che patrociniano l' Omeopatia !!!

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    Risposte
    1. la pranoteria non c'entra nulla. Ci potrebbe entrare la teoria della relatività di Albert Einstein. Il confronto potrebbe essere fatto tra agronomi biodinamici e medici omeopati. La ricerca non va mai fermata non siamo al tempo di Giordano Bruno o Galileo Galilei ....

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  2. Io sono un agricoltore biologico, posso dire di non condividere pienamente il metodo di coltivazione biodinamico ma è comunque un sistema di fare agricoltura pulita.....poi chi vuole usare corna di vacca o vesciche d'agnello perché non lasciarglielo fare !!!!!!!Un saluto.

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    Risposte
    1. Alberto Guidorzi17 ottobre 2018 23:41

      E chi ha mai detto il contrario? Cioè che un agricoltore non possa a casa sua coltivare la terra come gli pare, rispettando le leggi ben inteso. Solo che da qui a pretendere che l'agricoltura convenzionale professionale debba essere abolita a vantaggio dell'agricoltura biologica o addirittura biodinamica ce ne passa. Se poi si pretende che si decurti il 98% dell'agricoltura italiana, che è convenzionale, degli aiuti PAC per una preteso minore sostenibilità, per poi assegnarli ad un misero 2% di agricoltura biologica o addirittura biodinamica sempre per una pretesa superiore ecocompatibilità, siamo veramente fuori di testa.

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  3. Veramente non capisco il punto della risposta del Sig, Guidorzi. Fare un convegno non equivale a "decurtare il 98% dell'agricoltura italiana" da fondi PAC (qualunque cosa essi siano). Certo, ognuno fa la sua propaganda, ma, da cittadino ignaro dei dettagli, in realta’ mi augurerei ci siano piu’ convegni, non meno. Il Sig. Guidorzi, poi, puo’ sempre andare al convegno e dire la sua. Sulla sostenibilita' del bio, senza essere degli esperti, e' sufficiente fare una veloce ricerca su Nature e altre riviste “scientifiche” per dedurre che, se non completamente provata - ma puo' darsi una prova finale in queste materie ?- e' almeno molto probabile. Al cittadino non molto ferrato in materia non rimane che pensare che le opinioni espresse in questo blog abbiano solo motivazioni economiche e siano parte di una contropropaganda, legittima, certo, se solo non mirasse al silenzio finale dell’avversario, cosa che ritengo inaccettabile - di qui il post.

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    1. Alberto Guidorzi18 ottobre 2018 18:57

      Anonimo

      Allora tu non sei stato al SANA di Bologna di quest'anno e non hai mai sentito Carnemolla piangere lacrime di coccodrillo perchè il bio è bistrattato nelle sovvenzioni e la lementela deriva dal fatto che il bio produce dal 40 al 60% meno. In altri termini si pretendono soldi pubblici adducendo più rispetto dell'ambiente quando è totalmente falso e questo lo dovresti capire anche tu seppure non addentrato, infatti se produco 50% meno vuol dire che per avere la stessa quantità di cibo occorre coltivare il doppio della superficie ( che però non abbiamo e quindi dobbiamo disboscare o dissodare altra terra). Ti informo altresì che già oggi il biologico percepisce quanto il convenzionale ma in più ha le sovvenzioni del secondo pilastro della PAC.

      A proposito di convegni proprio domani a Bergamo in occasione del Bergamo scienza si parlerà di biologico ed il titolo è "Bio o non Bio" e l'amico Mariani presenterà una comunicazione redatta da me e da lui, dove sfatiamo tutte le panzane raccontate sul bio, ma che una propaganda ed istituzioni deviate supportano in gran quantità. A proposito della eventuale nostra partecipazione in contraddittorio da te auspicata sappi che se andiamo in casa del nemico non ti lascia parlare perchè le verità fanno troppo male. Non ci resta che scrivere per chi vuole pubblicare delle verità nascoste.

      Sappi inoltre che Ski24 mi ha appena fatto un intervista dove spiego i trucchi usati in bio.

      Un articolo perchè pubblicato da Nature non vuol dire che sia scientifico anche Nature deve scrivere di cose in auge per poter sopravvivere e quindi sappi che in tutti gli studi sul biologico non c'è scientificità in quanto non si fa ricerca seria.

      Ecco anche tu ti sei fatto trascinare dal spendere a piene mani insinuazioni che potevi tenere per te in quanto avresti fatto più bella figura e non avresti dimostrato disonesta intellettuale. Io non ho nessun interesse da difendere, i miei interessi li ho già difesi in modo molto soddsfacente nella mia vita lavorativa e quindi non vi è nessun conflitto d'interesse. Lo puoi vericare quando ti pare e piace.

      Ma ti dai alle farneticazioni? Ma chi vuole ridurre al silenzio l'avversario noi o i fautori del bio. Infatti è proprio l'inverso.

      Un cittadino non molto ferrato in materia come dici di essere e come il tuo intervento dimostra ampiamente, prima di tutto si documenta e poi ne parla con un po' di cognizione di causa. Tu devi fare questo ed allora i tuoi interventi saranno più mirati, se vuoi ti posso segnalare tutto ciò che ho scritto sul biologico e così avrai elementi per informarti ed aprire con me una discussione costruttiva e non solo degli arzigogolii ideologici.

      A proposito perchè non hai le "palle" di mostrati per nome e cognome e mantieni l'anonimato? Questa sarebbe la prima regola che dovrebbe seguire chi vuol mostrasi onesto!!!

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    2. mah, anche io ho qualche difficoltà a capire lei: vuole curarsi l'otite o un ascesso con l'omeopatia? Si accomodi.
      Le piace strafogarsi di germogli bio alla faccia dell' E. Coli e conseguenti morti e invalidati di recente memoria? Faccia pure.
      Ma non venga qui ad accusare di comportamenti che sono tipici, qulli si, di chi non ha altro che le proprie discutibili opinioni (che in qualche caso non sono neppure legittime).

      Questo è un blog curato da tecnici, cioè da gente che sa ben distinguere le opinioni dai fatti e che le motivazioni economiche, quando ci sono, le evidenzia.

      Non credo si possa dire lo stesso dei suoi amichetti.
      Stia bene, e non manchi al Politecnico.

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  4. alberto guidorzi18 ottobre 2018 21:58

    Quello delle 19:10 è lo stesso anonimo delle 9,49? Se è lo stesso nel frattempo
    evidentemente deve avere battuto la testa con conseguenze visibili.

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    Risposte
    1. occupy agraria19 ottobre 2018 08:10

      Sig. Guidorzi, Anonimo II (19:10) scrive dalla sua parte ed allude ai miei amichetti bio (ne ho tanti, ma nessuno sara' a Milano in quel periodo). Le mie posizioni - che si sono chiarite in questi giorni grazie ad una feroce discussione con un'amica su un social network, della quale ho seguito qualche link - sono decisamente irriducibilmente ontologicamente contrarie all'idee di questo blog. Il suo (Sig. Guidorzi) contributo piu' o meno lo digerisco, quello dal sapore vagamente fascista di Anonimo II in realta' no, acnhe se mi ha fatto "un sacco" ridere. A cominciare dall' esempio (l'otite, carissimo, si cerca ormai di curarla con antibiotici solo in casi eccezionali)! Fatevi un account Twitter, cosi' discutiamo un po' meglio, che' l'aura di questo sito e' veramente negativa :-)!

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    2. eggià, uno con il suo nick può dare impunemente del fascista a chiunque.
      Mentre lei occupava, con i derivanti benefici cognitivi che ora può spargere a piene mani (anche in campo medico, perbacco!), altri più modestamente cercavano di capire e di imparare.
      Peggio per loro, in un mondo dove la competenza non si è in grado di riconoscerla nemmeno a sbatterci contro.
      E peggio per tutti, perchè, se uno vale uno, la sua appendicectomia la farà magari un imbianchino.
      A me sembra di assistere ad un preoccupante declino dell'intelligenza collettiva. Comunque auguroni.

      p.s. non molto tempo fa, ma tutto si dimentica, un ragazzino è morto per una otite "curata" con preparati omeopatici. Evidentemente, secondo la sua scala di valori è cosa normale.

      p.p.s. "carissimo" lo riservi ai suoi parenti, che hanno tutta la mia umana solidarietà

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    3. Alessandro Cantarelli20 ottobre 2018 16:32

      "Al cittadino non molto ferrato in materia non rimane che pensare che le opinioni espresse in questo blog abbiano solo motivazioni economiche e siano parte di una contropropaganda". Le solite accuse generiche e pregiudizievoli, la solita tattica di chi non ha argomenti, che permette di rischiare poco ma che crea inquietudine –questo il reale intendimento –nella gente comune. Invece di pensare troppo, che non le è molto confacente, sia più pratico e dica chiaramente e con precisione, a quali motivazioni economiche si riconducono le opinioni espresse in questo sito. Agricoltura è fare impresa, non è un hobby da orto urbano o verticale.
      "Sulla sostenibilita' del bio, senza essere degli esperti, e' sufficiente fare una veloce ricerca su Nature e altre riviste “scientifiche” per dedurre che, se non completamente provata - ma puo' darsi una prova finale in queste materie ?- ?- e' almeno molto probabile". Anche in questo caso non fornisce i riferimenti alle pubblicazioni su Nature. Invece, su Science n° 296 del 2002 è di Mader et al. “Soil fertility and biodiversity in organic farming”: questo studio è citato spesso dai seguaci della biodinamica, ma nonostante la pubblicità ricevuta, la comunità scientifica internazionale ha rilevato non essere rigoroso il confronto tra agricoltura biologica e biodinamica. D’altra parte, già Carpenter et al. nel 2000 sul n. 64 del Soil Science Society of American Journal, concludevano di non avere trovato differenze tra il suolo fertilizzato con compost e preparati biodinamici, rispetto quello dove tali preparati non erano stati utilizzati.
      Vede, di riviste “scientifiche” virgolettate (le ha messe lei), se ne trovano a decine. Voi ambientalisti, vi siete addirittura inventati ultimamente, a leggere certi vostri comunicati, “l’ambientalismo scientifico”, come a dire che fino ad un minuto prima non lo era. Ci avevate pensato? Fate ridere.


      Il cittadino non molto ferrato, come dice lei, ma molto frastornato come aggiungo io (perché in questo Paese, la voce della Scienza è sempre più e colpevolmente messa in secondo piano), deve invece potere ben comprendere che in Italia, il cartello “FEDERBIO-LEGAMBIENTE-WWF-LIPU-MEDICI PER L’AMBIENTE ecc. ”, chiede i fondi pubblici della PAC vengano destinati unicamente al tipo di agricoltura biologica e biodinamica(fino a prova contraria comprenderà, hanno evidenti interessi diretti a volere dirottare i contributi pubblici di natura comunitaria, statale e regionale verso i propri “rivoli”, riconducibili all'universo degli organismi di certificazione, case editrici, parchi, posti di lavoro…). Questo si evince ufficialmente dai loro comunicati stampa (lo sottolineo). Come a dire che tutto il resto non merita, perché è agricoltura che inquina, che produce cibo spazzatura.
      In questo sposando le tesi di SLOWFOOD. Nulla vieta ci mancherebbe, di fare impresa anche con i prodotti di nicchia (che sono buonissimi): EATALY ne è un chiaro esempio, ma nessun scandalo se qualcuno lo dice.
      Insomma alla fine, l’abbiamo capito bene, anche a voi piacciono e molto i soldi della greppia pubblica, che sono soldi dei contribuenti: non girateci tanto intorno! Ma il pane dal tempo dei "grani antichi" ad oggi, lo si produce col sudore della fronte.
      Non si fa "contropropaganda" alcuna in questo sito e nel presente articolo (ma anche in questo genere di accusa,lei continua a stare sul generico). Casomai ed è bene che l’abbia in chiaro, corretta divulgazione scientifico e tecnico agraria. E ci si vorrebbe confrontare a questo livello, non su altri. Vada pure su altri blog “scientifici”, se questo le crea disagio.

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    4. Occupy agraria20 ottobre 2018 17:54

      "Vada pure su altri blog “scientifici”, se questo le crea disagio". Sono qui per capire le narrative che sostengono la vostra propaganda, certamente non in cerca di "Scienza". Il disagio c'e', ma temo non ci siano alternative. Su Nature molti articoli si riferiscono al tipo di agricoltura che lei difende come "fossil agriculture", talmente elevato e' l'input da combustibili fossili. Deve allargare il campo. Pensare in modo sistemico. Vedere interconnessioni e seguirle. E soprattutto uscire dal suo provincialismo padano.

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    5. Alessandro Cantarelli21 ottobre 2018 14:31

      Continui a fare zuffa, questo il tuo vero scopo, guardandoti dal fornire un riferimento specifico in risposta a quelli che ti ho dato, non sei nemmeno in grado di recarti in una biblioteca e sei pure imbranato nel leggere il nostro sito. Eppoi,ti permetti di offendere il valore di un'Opera magistrale ed aggiornata come L'Agrarian Sciences in the West del Saltini. Che catorcio di studente, frustrato perche' percepisci che non riuscirai a finire gli studi. Oltre a vantarti di fumare spinelli, vedi se ti si sono allungate le orecchie, Lucignolo 4.0 e SOMARO!! Ci servi per fare comprendere ai lettori di questo rispettabile sito, chi sono coloro che stanno dietro a certo ambientalismo, al biodinamico, biologico..., che mandano avanti dei falliti come te perche' non hanno argomentazioni.

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  5. Occupy Agraria19 ottobre 2018 09:32

    Carissimo Anonimo II,

    Cosa avrebbe capito e imparato ? Di quale competenza parla ? Quella di distruggere il pianeta ? Uccidere bambini con i veleni dell'industria agraria che Lei difende ? Auguroni anche a lei...peccato non abbia un account Twitter...

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    Risposte
    1. Occupy Agraria19 ottobre 2018 16:40

      ...dico, caro anonimo - che tanto anonimo non e', vista la velocita' con cui risponde ai posts che presuppongono diritti di amministrazione sul blog - che mondo e' quello che va proponendo: rimpinziamoci tutti di antibiotici e lasciamoci asportare l'appendice? Il problema dell' e. choli non e' un problema generale dell'*industria* agraria, voglio dire del modo in cui il cibo viene distribuito - purtroppo non limitata al bio ? Lei mi parla di competenza, ed io dovrei forse crederLe ? Cosi' sulla parola ? Ignorare le decine di articoli su Nature che confermano la maggior sostenibilita' dell'agroecologia. Ignorare scienziati cosi' diversi come Noam Chomsky e Vandana Shiva - che avrebbe molto da raccontarLe sulla sua rivoluzione verde - che su una sola cosa sono d’accordo: nel denunciare gli eccessi dell'agrobusiness e dell'eco imperialismo ? Ma poi a cosa dovrei credere esattamente ? Senza parlare dei report della FAO che evidenziano come di fatto il complesso industriale agrario nutre di lauti dividendi i propri azionisti e poco altro ? Ma no, Lei e' preoccupato da imbianchini - effettivamente pericolosi, a dar retta al buon Brecht - e omeopati. Su una cosa pero’ Le do ragione: il mio nickname e’ brutto, ero distratto dalle risate per il suo posts - specialmente la parte degli amichetti. Mi chiami pure Kropotkin. Peter Kropotkin.

      Elimina
    2. quando e se darà un taglio consistente all'ingurgitato e di lungo allo spacciatore che le rifila roba adulterata se non palesemente avariata magari riprendiamo il discorso

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    3. alberto Guidorzi19 ottobre 2018 19:08

      Occupy agraria
      gli agricoltori professionali hanno da sempre fatto agroecologia perchè ne va della loro sopravvivenza e dato che in agricoltura il mestiere e la terra sono passata spessissimo di padre in figlio hanno a cuore la continuazione della sopravvivenza della famiglia.

      Quindi lei non può insegnarci nulla e dato che è passato sul pulpito dell'ecologia può solo spargere idee da incompetente e destituite di qualsiasi scientificità.

      O si mette a studiare oppure continuerà a sproloquiare in compo di cui è ignorantissimo.

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    4. Occupy agraria19 ottobre 2018 19:55

      certo, ignorantissimo lo sono. Ma so leggere - oddio, piu' o meno. Se capisco bene l'articolo sotto, per agroecologia si possono intendere varie cose - immagino che Lei, probabilmente a causa delle cadute e battute di testa di cui ai posts precedenti, voglia interpretare la cosa a suo vantaggio. Mi sta benissimo. La cosa e' interessantissma...questo blog e' veramente una miniera...

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    5. Occupy agraria19 ottobre 2018 20:16

      @ anonimo II
      Ha perfettamente ragione. Ieri mentre leggevo i suoi post fumavo con i miei amichetti una pianta. E non la smettevamo di ridere....

      Elimina
    6. alberto guidorzi20 ottobre 2018 00:22

      Occupy Agraria

      No! L'agroecologia ha un solo significato per un agronomo ed è questo 1° si devono fare le rotazioni il più lunghe possibile 2° si deve rispettare il terreno durante le lavorazioni, 3° si deve mantenere un conveniente tasso di sostanza organica nel terreno, 4° si deve concimare a bilancio (tanto la coltura precedente asporta tanto si rifà alla seguente e niente di più, 5° si eseguono i trattamenti alle dosi e nelle fasi indicate dalla scheda tossicologica, ma prima di tutto si valuta quanto inoculo parassitario è presente e se può arrecare danni sostanziali, se la risposta è NO non non si spargono fitofarmaci inutilmente, se invece la risposta e SI si fa il trattamento nei modi dovuti.

      Io studiavo ed ho sostenuto un esame di ecologia agraria nel 1964 cioè quando lei neppure esisteva e quanto ho imparato l'ho messo in pratica per tutto il tempo della mia professione.

      Quando uno è ignorante prima studia e poi parla. Quindi tu per adesso dovresti stare zitto vista la pochezza delle tue conoscenze agronomiche.

      Elimina
  6. Da quando Noam Chomsky e Vandana Shiva sono scienziate? Solo perchè Vandana si è taroccato il curriculum spacciandosi per fisica quantistica è una scienziata?

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    Risposte
    1. Occupy Agraria19 ottobre 2018 17:28

      Infatti, era una provocazione. Mi ero scordato di aggiungere l'agronomo Carlo Petrini (questo avrebbe dovuto mettere in chiaro la provocazione). Pero' per chi lo ha letto Chomsky (il linguista, non l'anarchico) mi capira' se dico che un po' (troppo) scienziato lo e'. Shiva, scienziata o no - giusto per evitare discussioni -, semplicemente convince, sul piano logico-matematico. Verita' analitiche, quelle di Vandana....

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    2. quali verità, quelle sui suicidi? quelle sui semi sterili? o quelle sui suoi titoli?

      Elimina
  7. Occupy Agraria20 ottobre 2018 08:54

    @alberto Guidorzi
    Sig. Guidorzi. Questo mi sembra un bell’esempio di cio’ che fate su questo blog. Vi appropriate di parole, le brevettate, e cercate di venderle e ricavarne profitti. Riducete al silenzio l’Altro negandogli i diritti piu’ fonsamentali. (Immagino sia la stessa tecnica di Monsanto con gli OGM). Si legga qualcosa - visto il bassissimo livello “scientifico” di questo blog non le riporto la citazione: se la cerchi su google…

    “Agroecology involves various approaches to solve actual challenges of agricultural production. Though agroecology initially dealt primarily with crop production and protection aspects, in recent decades new dimensions such as environmental, social, economic, ethical and development issues are becoming relevant. Today, the term ‘agroecology’ means either a scientific discipline, agricultural practice, or political or social movement. Here we study the different meanings of agroecology. For that we analyse the historical development of agroecology. We present examples from USA, Brazil, Germany, and France. We study and discuss the evolution of different meanings agroecology. The use of the term agroecology can be traced back to the 1930s. Until the 1960s agroecology referred only as a purely scientific discipline. Then, different branches of agroecology developed. Following environmental movements in the 1960s that went against industrial agriculture, agroecology evolved and fostered agroecological movements in the 1990s. Agroecology as an agricultural practice emerged in the 1980s, and was often intertwined with movements. Further, the scales and dimensions of agroecological investigations changed over the past 80 years from the plot and field scales to the farm and agroecosystem scales. Actually three approaches persist: (1) investigations at plot and field scales, (2) investigations at the agroecosystem and farm scales, and (3) investigations covering the whole food system. These different approaches of agroecological science can be explained by the history of nations. In France, agroecology was mainly understood as a farming practice and to certain extent as a movement, whereas the corresponding scientific discipline was agronomy. In Germany, agroecology has a long tradition as a scientific discipline. In the USA and in Brazil all three interpretations of agroecology occur, albeit with a predominance of agroecology as a science in the USA and a stronger emphasis on movement and agricultural practice in Brazil. These varied meanings of the term agroecology cause confusion among scientists and the public, and we recommend that those who publish using this term be explicit in their interpretation”

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    1. ma senti chi parla di bassissimo livello !
      ma ci faccia il piacere, ci faccia !

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    2. Occupy agraria20 ottobre 2018 17:56

      @Anonimo20 ottobre 2018 09:02
      che piacere devo farle esattamente? glielo faccio volentieri....

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    3. era una citazione: se la cerchi su google…

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  8. Occupy Agraria20 ottobre 2018 09:25

    @Anonimo19 ottobre 2018 23:09 (quali verità, quelle sui suicidi? quelle sui semi sterili? o quelle sui suoi titoli?)

    Pero’ non mi risulta che Chomsky abbia taroccato il suo curriculum (e, anche se fosse, i suoi libri di linguistica sono dannatamente buoni). E dice le stesse cose di Shiva. Senza parlare di istituzioni scientifiche come Greenpeace che sostanzialmente confermano il loro quadro.

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  9. Alessandro Cantarelli20 ottobre 2018 10:56

    “Sig. Guidorzi. Questo mi sembra un bell’esempio di cio’ che fate su questo blog. Vi appropriate di parole, le brevettate, e cercate di venderle e ricavarne profitti”. Che commento ignorante. Ti permetti di accusare gli agronomi e non hai nemmeno il coraggio di firmarti con nome e cognome.
    Ti sei dato una missione di vita impegnativa: occupare la/le Facoltà di Agraria, Wow! Che invasato di uomo o donna che sei.
    Vai pure al Politecnico ad ascoltare cosa puoi fare con la pelle di topo bruciata, soprattutto subito dopo, vallo a spiegare agli agricoltori in campagna (noi per ovvie ragioni di reputazione professionale ci asteniamo), non su questo sito. Suggerimento: la pelle deve essere ottenuta quando Venere è nel segno dello Scorpione, ma non agitarti, stai tranquillo.
    Tutto è riportato nelle “Lezioni di agricoltura” di Steiner . Oppure affrettati a raccogliere l’Achillea millefolium (prima che arrivi l’inverno, dai corri!), e vai a riempire una vescica di cervo (ma devi saperla cucire a mano), appendila e una volta che i fiori sono fermentati (se fa freddo, accendi una stufetta), sotterrala e a fine inverno, vai a spargere il preparato su un cumulo di letame: saremo lieti di apprenderne i prodigi (siano ben documentati, però)!! Non ridere e non fare il gradasso, questo è il preparato biodinamico n° 502 dell’agricoltura biodinamica.
    Quanto al tuo arrogante “copia-incolla” (perché non sai fare altro), senza citare la fonte, in tema di pseudoscienze, occultismo ed agroecologia vai a prima a studiarti quanto riportato sulla “Storia delle Scienze Agrarie” (vol. VII) del Prof. Saltini al cap. XVIII (stesso cap. nell’edizione inglese, ricca di splendide immagini).
    Prima di parlare di “bassissimo livello scientifico”, studia e tanto che ti può solo fare bene, SOMARO!!

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  10. Occupy Agraria20 ottobre 2018 11:49

    Grazie per i rinvii bibliografici, ci guardero'...Saltini sarebbe uno dei promotori del sito, giusto ? Ecco: questo sapete fare: citarvi tra di voi e rifiutare le citazione degli altri...molto poco scientifico...

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  11. Occupy Agraria20 ottobre 2018 11:52

    Interessantissimi poi i toni scientifici del blog...veramente...chapeau !

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    1. Alessandro Cantarelli20 ottobre 2018 17:57

      Sono i toni che si riservano agli anonimi, che in quanto tali pensano pure la presunzione di essere furbi

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    2. Occupy Agraria20 ottobre 2018 19:29

      guardi, non so come dirglielo senza sembrare offensivo. Il suo nome - Alessandro Canratelli - mi dice nulla. Si dia un nickname: - Santone Tirapiedi - almeno ci capiamo meglio.

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  12. Occupy Agraria20 ottobre 2018 14:12

    Gentile Signore,

    Un aggiornamento. Purtroppo, l’opera di Saltini non e’ piu’ disponibile e quindi non posso sapere cosa vi e’ scritto. La biblioteca alla quale ho accesso, poi, ha una vecchissima edizione del ’79, inadeguata - visto che il movimento agroecologico si sviluppa dopo - a dirimere la questione - ovvero se agroecologia possa anche riferirsi ai movimenti e pratiche alternative. Mi consolano pero’ in questo utilizzo le varie voci “agroecologia” presenti su wikipedia - che rinviano debitamente a vari articoli scientifici.

    Suo,
    Petr Kropotkin

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    1. Alessandro Cantarelli20 ottobre 2018 16:16

      Fai pietà tanto sei invasato. Siamo nel 2018; sul 1968 si fanno delle belle mostre inn giro per l'Italia, Occupy (sei vecchio anche nel linguaggio).
      Lo sanno perfino i bambini che con il catalogo bibliotecario OPAC, puoi prendere in prestito i libri anche in biblioteche non propriamente vicine a casa. Nel 2013 e nel 2015 per tua conoscenza, ho avuto l'onore ed il piacere di avere presentato assieme all'Autore, gli ultimi due volumi della serie (quella inglese è stata addirittura presentatata ad EXPO e alla Facoltà di Agraria di Milano, chissà perché non al Politecnico). E sono testi aggiornatissimi. Tanto in Italia, con i blocchi alla sperimentazione vigenti, cosa pretendi? Il tuo giochetto vigliacco comunque non funziona. Continui a rimanere generico sulle citazioni e poi, scegliti un nome meno di fantasia, e firmati con nome e cognome veri, se hai gli attributi. O ti hanno scelto da piccolo per fare la voce bianca? Una volta, ai bei tempi andati dell'agricoltura sana e pulita che non c'è più (secondo te), sai come si faceva per creare la soave vocina...

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    2. Occupy agraria20 ottobre 2018 17:31

      ...gentilissimo, la sostanza non cambia. Per agroecologia si intendono anche movimenti e pratiche nati dopo il '90, sono sicuro che il testo da lei citato - e non disponibile in tempi brevi - concordi con quanto dicono tutti gli altri. Lei non si e' nemmeno dato la pena di seguire e leggersi le voci relative su wikipedia (specialmente quelle inglese, francese, tedesca). Siccome vedo che non ce la fa da solo, puo' guardarsi, per esempio, https://web.archive.org/web/20141104032208/http://agroeco.org/socla/wp-content/uploads/2013/12/wezel-agroecology.pdf Ah, dimenticavo. Temo, per lei, che Occupy col '68 c'entri poco...ammetto pero' che e' un movimento ormai vecchiotto. "Occupy Agraria" e' ormai un collettivo, che raccoglie vari studenti di varie universita'. Se ha un account Twitter la contatto volentieri. Un cosiglio: se continuate con questo linguaggio i divieti - che per fortuna vengono decisi dalla comunita' - non possono che continuare. Dare in mano a gente come lei un qualche potere ? No grazie. Stia bene e regali i suoi volumi alle biblioteche, sarebbero in mani migliori.

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    3. Occupy Agraria20 ottobre 2018 19:31

      ...Occupy Agraria la domenica si riposa...festa con droghe + alcol (tutto biologico, biodinamico non ce lo possiamo permettere). Buon divertimento!

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    4. Alessandro Cantarelli20 ottobre 2018 20:22

      Ma chi vuoi cercare di svillaneggiare, presuntuoso ignorantello che non ti sei degnato di citare nemmeno un autore, il tuo vero nome e cognome, un testo, ma Wikipedia. Nel presente sito che ti da la possibilità di dire la tua, in "chi siamo" è riportato chi sono: o sei imbranato o lo fai, comunque il nick name vallo a proporre a tua sorella. SOMARO, che ben ti sta, è l'immagine che in prima elementare ti insegnano quando uno non studia a dovere, quando ti spiegano la favola di Collodi e magari la maestra di cacciava al posto con un votaccio, quando lo meritavi. Vedi, si cerca di essere didattici anche in questo, ma non è tutta colpa tua lo riconosco. Sei il prodotto delle ultime riforme scolastiche, che hanno tagliato i corsi di insegnamento e frustrato gli insegnanti, che promuovono tutti. Da ex studente di agraria (sia di Istituto che di Università), di compagni agricoltori disposti all'epoca dei fieni o dei raccolti ad occupare scuola o università non ne ricordo nessuno; hanno da lavorare (oltre che studiare).Cerca i mesi invernali te lo consiglio, per le tue mire rivoluzionarie. Non ho parlato di potere, sei invece tu ad averne parlato: bravo! Pensi già in lungo, alla faccia della purezza e del disinteresse, alla tua età. Sei proprio vecchio dentro.
      Chi disprezza i libri poi, come te, non merita più nessun ascolto.

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  13. Questo tipo di dibattito sta evolvendo verso una diatriba tra sordi con poco eleganti cadute di stile. Il problema del biologico in agricoltura deve essere inquadrato nell'ambito di offerte diversificate per diverse tipologie di consumatori e non come soluzione ai problemi della produzione agricola nel suo complesso. E' chiaro che l'agricoltura e gli allevamenti nella loro totalità rispondono ad esigenze di mercato sempre più globalizzati ma nel contempo le agrotecniche sono sempre più rispettose dell'ambiente e del benessere animale e questo è incontrovertibile come chiunque può appurare conoscendo la realtà agricola italiana e non solo. Poi esistono malversazioni e truffe ma questo è un problema giudiziario ed esula da agrotecniche corrette. Per portare qualche esempio basti citare i risultati delle indagini tossicologiche sulle produzioni vegetali italiana che evidenziano residui di fatto insignificanti e pertanto significano comportamenti corretti e coscienziosi. Forse il CONAF e l'Università di Milano più che il patrocinio avrebbero dovuto puntare sulla partecipazione al convegno con apporti dei loro associati e ricercatori con esperienze di campo e di ricerca nel settore, purtroppo la "moda" a volte prende la mano anche a chi dovrebbe avere sempre equilibrio, scienza , coscienza e lungimiranza.
    Gianni Leoncini , agronomo.

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    1. Occupy Agraria20 ottobre 2018 20:21

      ..mi scusi, gentile Sig. Leoncini, agronomo. Qui invece si vorrebbe capire come produrre cibo nel futuro - nel 2050. A 0 emissioni di CO2. Evitando il potere delle multinazionali. Che diavolo e' il CONAF ? Opera anche in Colombia? Veramente bisognerebbe azzerare tutti i sussidi, cosi' ragioniamo meglio....

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    2. Occupy Agraria20 ottobre 2018 20:35

      Signor Leoncini, agronomo.
      Ha letto l'ultimo report del IPCC ? Sembrerebbe che dobbiamo arrivare a 0 emissions nel 2040/2050. Lo sa che l'agricoltura e' il maggior produttore di CO2 sul pianeta (e noi che si pensava - somari ignoranti - che le piante assorbissero CO2, che il problema fossero le auto e gli aerei) ? Lei ci parla di Conaf. Di patrocinii. Di mode. Ci sta veramente rovinando la festa.

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    3. @ g.leoncini20 ottobre 2018 19:04

      partecipare significherebbe legittimare, oltre che porsi sullo stesso piano di chi spaccia fandonie, ma anche frottole, balle, bugie, quando non francamente minchiate, senza uno straccio di riscontro che non sia autoreferenziale.

      Mi dispiace ma no.

      A quelli del patrocinio suggerirei di pensarci bene, e magari ripensarci, prima di avallare teorie che finiranno per cancellare millenni di progresso

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  14. Occupy Agraria20 ottobre 2018 21:20

    ...e poi..il problema e' nostro. A voi del 2050 non ve ne importa proprio nulla. Pac, conaf, patrocini, enciclopedie vecchie di 50 anni. E noi ? noi invece ci becchiamo tutto. I vostri veleni, i vostri ponti che cadono, i vostri debiti...i ghiacci che non ci sono piu', i 28° gradi a Parigi a fine ottobre, specie che scompaiono, ere geologiche che cambiano. Pac, Conaf, OPAC. Ma per favore. E avete anche il coraggio di firmarvi. OCCUPY AGRARIA

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  15. Signore Occupy,
    sono costretto a bloccare i suoi messaggi, se vuole interloquire con noi ci fornisca il suo di curriculum , visto che i nostri la fanno scompisciare dalle risate. Cordialmente!

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    1. Alessandro Cantarelli25 ottobre 2018 21:33

      Oramai Francesco non v'è convegno pubblico, occasione di divulgazione scientifica, contributo fuori dal sentire comune (ai veri studiosi d'altra parte, non interessano le leggi del marketing ma questo costituisce un fattore di svantaggio nel dibattito generale), che non veda lo scomposto, quanto irriverente intervento di un qualche rappresentante della religione neopagana "Shiva", "Steiner" (stanno sorgendo asili e scuole, sul modello parrocchiale), "Vegan", "Animalista" ecc.
      Perenni vagabondi con pagina Facebook, Twitter o altro, in cerca di visibilità personale, dotati di una forte carica di egocentrismo (e di stupidità).
      Rimane invece un grave precedente che un'importante istituzione universitaria, oltretutto di ordinamento non agrario, offra la propria ospitalità ad un raduno esoterico (che di questo si tratta). Ovviamente accorrono certi politici (almeno quelli in ricerca di vagabondi per le proprie fila), chissà che alla fine della fiera non ci scappi pure una bella "fumata". Lo zucchero bianco fa male, la "maria" invece no.
      Stiamo proprio diventando il Paese dei BALOCCHupY!
      Fa molta rabbia pensare che parecchi ragazzi attorno ai vent'anni, nel truce periodo '43-'45, abbiano offerto la propria vita per dare un Paese più libero (soprattutto dall'ignoranza). Erano forse degli ingenui, ma sicuramente dei grandi sognatori molto molto (troppo!) generosi.

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