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venerdì 21 dicembre 2018

AGRICOLTURA, ESPERTI SCRIVONO AL PARLAMENTO: SERVE INNOVAZIONE

IL FUTURO? NON E’ NEL BIO MA NELL’INTEGRAZIONE DELLE MIGLIORI TECNOLOGIE DISPONIBILI

 

Nota introduttiva al documento a cura di LUIGI MARIANI, BRUNO MEZZETTI  e DONATELLO  SANDRONI





Far assurgere le produzioni di nicchia del biologico e del biodinamico a pilastri dell’agricoltura nazionale è una scelta improvvida per un Paese dove solo il 70% del cibo che consumiamo è prodotto dalla nostra agricoltura e che vede la propria sovranità alimentare inesorabilmente erosa da decenni di rifiuto dell’innovazione nel settore della genetica vegetale e delle tecniche colturali.
Sessantacinque fra docenti universitari, ricercatori e imprenditori agricoli, in un documento inviato a tutti i Deputati, commentano la recente discussione alla Camera sul testo unificato in tema di agricoltura biologica, approvato lo scorso 11 dicembre ed auspicano “un più elevato livello di attenzione alle istanze del mondo dell’agricoltura” nella prossima discussione della proposta di legge che sarà svolta in Senato.
L’agricoltura italiana - ricordano i 65 firmatari del documento - per mantenersi competitiva merita un’attenta valutazione dei dati disponibili e un atteggiamento culturale aperto all’innovazione e rispettoso della libertà di innovare nelle nostre imprese che devono in ciò essere adeguatamente supportate dai nostri centri di ricerca.
Per garantire sicurezza alimentare a un mondo che nel 2050 raggiungerà i 10 miliardi di abitanti, in larga maggioranza inurbati, non è sufficiente fare appello ai valori della tradizione ma occorre mirare all'integrazione delle conoscenze dell’agronomia e agroecologia con le migliori tecnologie che la ricerca scientifica mette a nostra disposizione (genomica, nuove biotecnologie, proteomica, metabolomica, tecniche di difesa integrata, RNAi, informatica, robotica, micro-fertirrigazione, ecc.), fondamentali per migliorare la produttività, la sostenibilità e la sicurezza delle produzioni agricole.
Secondo i dati 2007-2015 raccolti dall'Académie d'Agriculture de France il frumento convenzionale francese produce in media 7,3 tonnellate per ettaro mentre il frumento biologico ne produce 2,9 (il 68% in meno). Il caso francese è esemplare in quanto la Francia oltre a essere tecnologicamente all’avanguardia è il primo produttore di frumento dell’Unione Europea e produce sette volte l’Italia. Oggi nel nostro Paese il 10% della superficie coltivata a frumento usa il metodo biologico e abbiamo un livello di autosufficienza del 60% per tale cereale. L’autosufficienza si abbasserebbe però al 45% se il biologico andasse a occupare il 40% della superficie totale a frumento e addirittura al 22% se tutta la superficie a frumento fosse coltivata a biologico.
Ancor più deleteria si rivelerebbe una conversione globale al biologico. Dimezzandosi infatti la produzione per unità di superficie, occorrerebbe raddoppiare le superfici coltivate, con danni irreparabili alle foreste e alle praterie naturali. A ciò si aggiunga che il rifiuto dei concimi azotati di sintesi che è sostenuto dai seguaci del bio si tradurrebbe nella riduzione del 50% della disponibilità mondiale di proteine per l’alimentazione umana, con conseguenze catastrofiche sul piano della sicurezza alimentare.
La sicurezza alimentare globale sarebbe messa a repentaglio non solo dal calo assoluto di disponibilità di alimenti, ma anche da prezzi che per i prodotti biologici sono molto più elevati, fino al doppio e oltre, rispetto a quelli dell’agricoltura convenzionale.
In sintesi dunque non vi è nulla di male se il biologico continua a mantenersi come un prodotto di nicchia appannaggio di piccole elites ma la sua diffusione generalizzata sarebbe deleteria sotto molti punti di vista. Quello che chiede la collettività è oggi cibo salubre in quantità adeguate e a prezzi bassi. Queste sono le garanzie che governi sensibili alle esigenze della popolazione debbono impegnarsi a garantire, indipendentemente dal metodo usato per produrre tale cibo. Su questo sono impegnati gli agricoltori italiani che per tale ragione debbono essere visti dall’intera collettività come una categoria benemerita. 

ESTENSORI E FIRMATARI

Alessandro Alessandrini, Agricoltore, Ancona
Lodovico Alfieri - laureato in Scienze Agrarie - Museo Lombardo di Storia dell'Agricoltura, Milano 
ARPTRA, Associazione Regionale Pugliese dei Tecnici e Ricercatori in Agricoltura, c/o Europe Direct Puglia, Bari
Elena Baraldi, Dipartimento di Scienze e Tecnologie agroalimentari . Università di Bologna
Flavio Barozzi, Dottore agronomo, Società Agraria di Lombardia  
Daniele Bassi, Ordinario di Arboricoltura, DISAA, Università degli Studi di Milano 
Maurizio Antonio Battino, DISCO-Università Politecnica delle Marche, Ancona
Giuseppe Bertoni, Ordinario di Zootecnia Speciale e già Direttore dell’Ist. Di Zootecnia UCSC di Piacenza 
Luigi Besozzi, Dottore Agronomo e Imprenditore Agricolo  
Antonio Biancardi, Imprenditore Agricolo, Lodi Franco Biondini, Agricoltore, Montefano, Ancona
Egidio Bongiorni, Dottore Agronomo, Società Agraria di Lombardia 
Lamberto Borrelli, Perito agrario, Esperto in foraggicoltura 
Alessandro Bozzini, Dottore Agronomo, già Dirigente FAO.
Ettore Cantù, Dottore agronomo, già Presidente di Confagricoltura Lombardia e di ERSAF Lombardia, Presidente Onorario della Società Agraria di Lombardia
Franco Capocasa, D3A-Università Politecnica delle Marche, Ancona
Antonio Casana, Dottore Agronomo e Amministratore delegato SOLANA - Lodi
Dario Casati, Ordinario di Economia e Politica Agraria, Università degli Studi di Milano 

Agostino Cella, Dottore agronomo
Danila Cianciosi, DISCO-Università Politecnica delle Marche, Ancona
Maurizio Cocucci, Emerito di Fisiologia Vegetale, DISAA, Università degli Studi di Milano 
Luca Corelli Grappadelli, Ordinario di Arboricoltura, DISTAL – Università di Bologna
Matteo Crovetto, Ordinario di Nutrizione e alimentazione animale, Università degli studi di Milano 
Roberto Defez, Istituto di Genetica e Biofisica - CNR, Napoli
Luca Dondini, Ordinario di Arboricoltura, DISTAL - Università di Bologna
Marco Fabbri, Dottore Agronomo, già Presidente Ordine dottori agronomi e dei dottori forestali di Milano 
Osvaldo Failla, Ordinario di Viticoltura, DISAA - Università degli Studi di Milano
Giovanni Ferrari, Dottore Agronomo, Lodi
Aldo Ferrero, Ordinario di Agronomia Generale e Coltivazioni Erbacee, Università degli Studi di Torino 
Dario Gianfranco Frisio, Ordinario di Economia e Politica Agraria, Università degli Studi di Milano 
Ausilio Galimberti, Dottore Agronomo Cremona                                             
Massimiliano Gasparrini, D3A-Università Politecnica delle Marche, Ancona  
Francesca Giampieri, DISCO-Università Politecnica delle Marche, Ancona  
Green Farm - azienda agricola, Ancona
Alberto Guidorzi, Dottore in Scienze Agrarie, Mantova 
Guido Leopardi, Agricoltore, Osimo, Ancona
Michele Lodigiani, Agricoltore e Dottore Agronomo, Piacenza
Tommaso Maggiore, Ord. di Agronomia Generale e Colt. Erbacee, DISAA - Università degli Studi di Milano Società Agraria di Lombardia, Federazione Italiana Dottori in Scienze Agrarie e Forestali
Luigi Mariani, Società Agraria di Lombardia, DISAA - Università degli Studi di Milano 
Francesco Marino,  Responsabile blog Agrarian Sciences, Docente di Biotecnologie Agrarie - Referente di Indirizzo, Tecnico Agrario F. Enriques Castelfiorentino “ FI”.
Simona Masiero, Dipartimento di Bioscienze, Università degli Studi di Milano
Rossano Massai, Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Agro-Ambientali, Università degli Studi di Pisa 
Bruno Mezzetti, D3A, Università Politecnica delle Marche - Disa
Piero Morandini, Dipartimento di Scienze e Politiche Ambientali, Università degli Studi di Milano

Oriano Navacchi, Vitroplant Italia, Cesena
Tiziana Pandolfini, Dipartimento di Biotecnologie, Università di Verona 

Marco Aurelio Pasti, Agricoltore, Padova
Paolo Pesaresi, Dipartimento di Bioscienze, Università degli studi di Milano  

Deborah Piovan, Agricoltore, Padova
Luigi Rossi, Presidente Federazione Italiana Dottori in Scienze Agrarie e Forestali, Roma 
Silvia Sabbadini, D3A-Università Politecnica delle Marche, Ancona
Francesco Salamini, Ordinario Di Genetica Agraria, Università degli studi di Milano, Accademico dei Lincei 
Donatello Sandroni, Dottore in Scienze Agrarie, Divulgatore scientifico
Anna Sandrucci, Ass. di Zootecnia Speciale, Università degli Studi di 
Milano-Disaa 
Giuseppe Sarasso, dottore agronomo, imprenditore agricolo, Accademia di Agricoltura di Torino 
Ugo Scuro, Studio Legale Scuro & Partners, Roma
Andrea Sonnino, dirigente Enea e ex dirigente FAO
Antonella Stacchiotti, Azienda vivaistica Innesti Leopardi srl, Montefano, Ancona
Michele Stanca, Docente di Genetica agraria, Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia
Stefano Tartarini, DISTAL – Alma Mater Studiorum, Università di Bologna 
Gianfranco Tempesta, ENOTRIA – Azienda Vivaistica Viticola, Treviso
Livio Trainotti, Dipartimento di Biologia e Orto Botanico, Università di Padova  
Zeno Varanini, Dipartimento di Biotecnologie, Università di Verona 
Antonio Venturi, Dottore in Scienze Agrarie, Esperto settore Viticolo, Ravenna 
Ignazio Verde, CREA, Roma 
Alessandro Vitale, IBBA - CNR, Milano 
Anita Zamboni, Dipartimento di Biotecnologie, Università di Verona



Il documento è disponibile qui e può essere sottoscritto compilando il form qui di seguito riportato.

FIRMATARI MEDIANTE FORM



  1. Emilio Andena, Agrotecnico
  2. Enrico   Fravili,    Dottore Agronomo
  3. Ausilio Galimberti, Dott. Agronomo
  4. Ermanno Comegna, Economista Agrario E Giornalista Pubblicista
  5. Costantino Sigismondi, Professore Di Fisica E Astronomia
  6. Loris Groppo, Titolare Di Azienda Vitivinicola
  7. Antonio Calo', Presidente A IVV
  8. Alessandra Stella, Ricercatore IBBA-CNR
  9. Felice Curti, Imprenditore Agricoltura
  10. Pellegrino Conte, Professore Ordinario Di Chimica Agraria, Università Degli Studi Di Palermo
  11. Giovanni Bailo, Ricercatore Presso Il Dipartimento Di Medicina Veterinaria Dell'università Degli Studi Di Milano
  12. Domenico Ventrella, Ricercatore CREA
  13. Alessandro Bermano, Dottore In Scienze Agrarie / Agronomo
  14. Gabriele Bernardini, Biologo
  15. Enrico Bucci, Professore Aggiunto In Biologia Dei Sistemi - Temple University
  16. Stefano Rusca, Dottore In Agraria
  17. Francesco Specchia Dottore Agronomo
  18. Maria Antonietta Morello Docente Scuola Secondaria Di Secondo Grado
  19. Gabriele Raimondi Biologo
  20. Marco Bonaldo Diploma In Agraria, Agroalimentare E Agroindustria
  21. Gianluigi Mazzolari Dottore Agronomo Cremona
  22. Maurizio Paternoster, Agricoltore, Funzionario Provincia Autonoma Di Trento, Ispettore Fitosanitario
  23. Antonio Cannatà, Chimico Libero Professionista
  24. Maria Carmela Bonomo, Imprenditrice Agricola Basilicata
  25. Angelo Minguzzi, Costitutore Di Varietà Frutticole
  26. Carlo Boscaini, Imprenditore Agricolo
  27. Alice Mosconi, Studentessa.
  28. Sergio Stoccoro, Docente Di Chimica Presso UNISS
  29. Isaia Laghi, Informatore Scientifico Farmaceutico
  30. Marino Mosconi, Agricoltore
  31. Gruppo Di Studio Auser, Gruppo Di Studi Su Agricoltura Italiana, Passata, Presente E Futura, Di Orientamento Sovranista
  32. Fausta Rovaria, Dottore Agronomo
  33. Teresa Monaco, Laurea Scienze Biologiche
  34. Giuseppe Malnati, Dottore Agronomo, Varese
  35. Sergio Saia, Dottore Di Ricerca, Consiglio Per La Ricerca In Agricoltura E l'Analisi Dell'economia Agraria (CREA)
  36. Marco Lanzavecchia, Dottore In Scienze Agrarie
  37. Miro Siccardi, Agente Di Commercio
  38. Luca Napolitano, Dottore Agronomo - Funzionario Di Pubblica Amministrazione
  39. Fernando Antonio Di Chio, Agronomo
  40. Pasquale Losciale, Ricercatore, Consiglio Per La Ricerca In Agricoltura E L'analisi Dell' Economia Agraria, Certo Di Ricerca Agricoltura E Ambiente (CREA-AA)
  41. Bonaga Gilberto, Ricercatore Universitario
  42. Franco Nulli, Agricoltore 
  43. Antonello Cannas, Professore Ordinario di Nutrizione ed alimentazione animale, Università di Sassari
  44. Grazia Maria Scarpa, Docente di Orticoltura e di Coltivazione delle specie officinali, Dipartimento di Agraria, Università di Sassari 
  45.  Claudia Caneto, Dottore in chimica, consulente per la sicurezza alimentare
  46. Carla Vinci, Medico
  47. Riccardo Gallina, Dr in Chimica
  48. Claudia Ciavatta,Ordinario Di Chimica Agraria, Università Di Bologna, Accademico Accademia Nazionale Di Agricoltura e Dell'accademia delle Scienze Dell'istituto Di Bologna
  49. Roberto Cappelletti, Vitroplant, Cesena
  50. Daniela Palma, OT Presso Crea-Of Mondmapolo Del Tronto
  51. Luca Girolomini, Dott. In Scienze E Tecnologie Agrarie
  52. Antonella Losa, Nutrizionista E Divulgatice Scientifica
  53. Giuseppe Camilli, Enologo
  54. Stefano La Malfa, Università Di Catania
  55. Eddo Rugini, Già Ordinario Di Coltivazioni Arboree-Università Della Tuscia-Viterbo
  56. Elisa Costantini, Collaboratore Tecnico
  57. Pietro Parisi, Dirigente Aziendale Ed Agronomo
  58. Carlo Dalmonte, Imprenditore Agricolo
  59. Francesco Iocoli, Agronomo E Imprenditore Agricolo
  60. Silvestro Gallipoli, Dottore In Scienze Agrarie, Responsabile Servizi Agronomici GE.PRO.TER. Soc. Coop.
  61. Daniele Costalunga, Dottore Agronomo
  62. Luigi Cattivelli, Direttore CREA Centro Di Ricerca Genomica E Bioinformatica
  63. Giuseppe Potentini, Enologo
  64. Lorenzo Cocciaglia, Agronomo
  65. Simonetta Campo, Libero Professionista
  66. Alessandro Cantarelli, Agronomo
  67. Francesco Guastamacchia, Agronomo
  68. Francesco Ciro Cirillo, Dottore Agronomo
  69. Francesco Paolo Gallo, Agronomo/Imprenditore
  70. Roberto Orsini, Ricercatore - Dipartimento Di Scienze Agrarie, Alimentari ed Ambientali - Università Politecnica delle Marche
  71. Francesco Spinelli, Ricercatore Universitario, Coordinatore del Corso di Laurea in International Horticultural Sciences
  72. Maria Antonietta Palombi, Ricercatrice
  73. Paolo Grossi, Dottore Di Ricerca In Produzioni Animali Sostenibili
  74. Cristiano Casucci, Docente Universitario D3A- Università Politecnica delle Marche
  75. Giovanni Perini, Studente di Medicina Veterinaria 
  76. Tommaso Stefanacci, Laurea triennale in Scienze Agrarie, studente del corso di laurea magistrale "Gestione Sostenibile dell'Agroecosistema", Università di Firenze 
  77. Andrea Sassoli, Laurea magistrale in Biotecnologie Molecolari 
  78. Roberto Bruni, Dottore, Agronomo 
  79. Pasquale Valente, Cuoco 
  80. Romano Burzi, Agricoltore 
  81. Gabriele Beccaro, Professore associato, Dipartimento di scienze agrarie, forestali e Alimentari, Università di Torino 
  82. Marina Robino, Counselor, Ancona
  83. Giuseppina Del Signore, Ricercatore  
  84. Gabriele Trebeschi, Direttore Confagricoltura Brescia
  85. Giustiliano Bellini, Imprenditore agricolo
  86. Paolo Bani, Ricercatore - DIANA - Università Cattolica del Sacro Cuore
  87. Giancarlo Ricci, Dottore agronomo
  88. Gaetano Forni, Centro Studi di Museologia Agraria "F.Pisani" e Mulsa
  89. Marco Deromedi, Operaio agricolo specializzato presso fondazione Edmund Mach S.Michele A/A (TN)
  90. Mario Gianelli, Consulente Gestione del Rischio in Agricoltura 
  91. Roberto Tuberosa, Professore Ordinario di Genetica Vegetale DISTAL, Università di Bologna  
  92. Vittorio Filì, Agronomo
  93. Giovanni Damato, Consulente Tecnico Agrario
  94. Pasquale Napolitano, Agronomo 
  95. Savino Diliddo, Dottore agronomo 
  96. Sebastiano Vanadia, Ricercatore senior del CNR in pensione 
  97. Lorenzo Tosi, Agronomo 
  98. Teodoro Membola, Agronomo 
  99. Giuseppe Depinto, Laureato in Scienze Agrarie 
  100. Giampaolo Rubinaccio, Coltivatore diretto 
  101. Rocco Resta, Perito Agrario 
  102. Donato Carenza, Perito Agrario 
  103. Massimo ChianellaCentro di Saggio S. P.F. 
  104. Luigi Radaelli, Dottore agronomo 
  105. Enrico Domenico Marchesini, dottore di ricerca in entomologia agraria
  106. Alessandro Liverani, pensionato ex ricercatore CREA 
  107. Mariagrazia Gentile, Avvocato 
  108. Miriam Bisagni, Sociologa dirigente 
  109. Sandro Fracasso, Laurea in Chimica 
  110. Felice Conte, Agronomo 
  111. Domenico Sellan, Perito Agrario/consulente 
  112. Ali Abdallah, Dottore di ricerca in protezione delle colture, Ispettore Certificazione agro-alimentare 
  113. Claudio Avella, Agronomo e imprenditore agricolo 
  114. Renato Pavia, Agrotecnico
  115. Michelino Tridentino, Perito agrario
  116. Francesco Cellini, Direttore centro di ricerche
  117. Felice Cutolo, Agronomo  
  118. Crescenza Dongiovanni, Ricercatrice /Imprenditore agricolo 
  119. Fabio Burroni, dottore Agronomo 
  120. Maurizio Petroli, consigliere CdA Fondazione E.Mach 
  121. Cesare Lasorella, tecnico sperimentatore Università 
  122. Vito Lasorella, agronomo 
  123. Luigi Bodria, Ordinario di Meccanica e meccazizzazione agricola nell'Università degli Studi di Milano 
  124. Marco Maccaferri, Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agro-Alimentari
  125. Silvano Dalla Libera, Agricoltore
  126. Marco Troisi, Biologo- Tecnico sperimentatore di campo
  127. Silvano Dalla Libera, agricoltore
  128. Alessandro BuonaccorsiDottore Agronomo e Forestale Ordine Pisa-Lucca-Massa. Consulente tecnico del tribunale. Docente di ruolo MIUR. 
  129. Alfonso Pascale, Presidente CeSLAM (Centro Sviluppo Locale in Ambiti Metropolitani) 
  130. Claudio Filosa, Imprenditore Agricolo in agro pontino Latina 
  131. Samuele Burati, Perito agrario 
  132. Giorgio Dalpiaz, Insegnante di diritto agrario presso la Fondazione Mach
  133. Franco Nigro, Professore Associato di Patologia Vegetale - Università degli Studi di Bari "Aldo Moro" 
  134. Aronne Galeotti, Agronomo
  135. Rossella GigliDirettrice FreshPlaza.IT
  136. Silvio Salvi, Professore associato, Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agro-Alimentari, ALMA MATER STUDIORUM Università di Bologna
  137. Giuseppe Conte, Ricercatore Unipi 
  138. Ilaria Filippetti, Prof. Associato Viticoltura Università di Bologna
  139. Ettore Gasparetto, Ordinario di Meccanica Agraria, Università degli Studi di Milano 
  140. Cesare Intrieri, Professore Emerito di viticoltura. Università di Bologna
  141. Enzo Deambrogio, Dottore in Scienze Agrarie. M.Sc. in Plant Breeding
  142. Bruno Piraccini, Presidente Consorzio Fruttadoro 
  143. Marco Caliceti, Dottore Agronomo, Agricoltore, Vicepresidente Confagricoltura Bologna 
  144. Annamaria Contesini, Dottore in Scienze Agrarie
  145. Damiano Bott, Imprenditore agricolo 
  146. Roberto Zangrillo, Agrotecnico 
  147. Silvio Fritegotto, Agronomo Professionista 
  148. Gianpaolo Destefani, Dottore Agronomo  
  149. Carlo Alberto Roncarati,  Dottore agronomo, Agricoltore 
  150. Carlo Fideghelli, già direttore dell'Istituto Sperimentale per la Frutticoltura di Roma 
  151. Pasquale Parente, Dottore in Medicina delle Piante 
  152. Nunzio Prencipe, Agronomo 
  153. Claudio Panizza, enologo, consulente 
  154. Walther Faedi, Già direttore Crea Forlì 
  155. Stefano Fontana, Crop Manager  
  156. Andrea Vannucchi, Allevatore 
  157. Federica Rossi, Istituto di Biometeorologia, CNR, Bologna     
  158. Antonino Magnano di San Lio, Dott. Chimica Organico-Biologica



 

    48 commenti:

    1. Il biologico e il biodinamico non sono sistemi agricoli, sono certificazioni, rispettivamente pubblica e privata, di processi e non garantiscono per se maggiore qualità sensu latu o minore impatto ambientale. Non forniscono prodotti più salutari per l'uomo rispetto a prodotti non certificati per il semplice fatto di avere la certificazione.

      L'esistenza presso il MIPAAFT di una <> che include esplicitamente la biodinamica, un marchio privato, appare come un endorsement (scusate il termine) a una azienda privata e sarebbe del tutto analoga a fantomatici comitati permanenti "per le auto ibride e fiat", "per la pasta integrale e barilla", per i carburanti rinnovabili e ERG", etc. Prego le aziende di scusarmi per aver utilizzato il loro nome per fare gli esempi, non reputo alcuna di queste aziende migliore o peggiore delle altre.

      Il biologico può fornire importanti informazioni per la ricerca del settore, ma è innegabile che non differisce dai sistemi non biologici per moltissimi aspetti di cruciale importanza per l'uomo e per la natura. Il biodinamico non è obbligatoriamente un sistema biologico in ogni parte del mondo e alla luce delle sperimentazioni replicabili e replicate nel settore, non appare dissimile da altri sistemi non biodinamici.

      Lo sviluppo dell'agricoltura, anche in ambito locale quale la nostra dimensione nazionale, deve seguire le acquisizioni dei risultati replicabili e replicati da gruppi mutuamente indipendenti e ignorare le certificazioni la cui produzione, a dispetto della bontà d'intenti, non implica maggiore garanzia per il consumatore.

      Fugare questo obiettivo, nei termini mediatici spesso frequenti negli ultimi anni e nelle loro incursioni nella vita politica e talvolta anche accademica, implica un degrado del sistema agricolo italiano e anche del sistema della ricerca nel settore, che dobbiamo evitare per aggravare i già numerosi problemi strutturali dell'ambito agricolo.

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    2. Sempre, ovviamente, in un'impostazione di prudenza e del massimo rispetto della salute, dell'ambiente e degli equilibri ecologici.

      RispondiElimina
    3. Luca la buona agricoltura deve sempre fermarsi prima di travalicare i punti che tu hai elencato. I nostri nonni , seppure nei limiti e nelle ristrettezze che avevano, lo facevano, perchè ora noi che abbiamo più strumenti e possibilità ce ne dobbiamo dimenticare?

      RispondiElimina
    4. OCCORRE RACCORDARE PARERI SCIENTIFICI E TECNICI PER CONTRASTARE LA DERIVA OSCURANTISTA NEO-MEDIOEVALE.

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    5. La nostra sopravvivenza dipende dalla ricerca. Lasciatela lavorare...

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    6. Condivido pienamente il testo del documento, complimenti per questa iniziativa.

      RispondiElimina
    7. Completamente d'accordo

      RispondiElimina
    8. Alessandra Stella28 dicembre 2018 22:50

      Sottoscrivo.

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    9. Completamente Concorde.

      RispondiElimina
    10. Concordo pienamente.

      RispondiElimina
    11. Sono d'accordo

      RispondiElimina
    12. sottoscrivo!

      RispondiElimina
    13. condivido in pieno lo spirito del documento

      RispondiElimina
    14. Silvestro Gallipoli28 dicembre 2018 22:58

      siamo al medioevo culturale

      RispondiElimina
    15. Daniele Costalunga28 dicembre 2018 22:59

      Rispetto il terreno che coltivo, perché mi fa vivere con dignità.

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    16. Giuseppe Potentini28 dicembre 2018 23:01

      Solo la ricerca scientifica è la base di un futuro sicuro, anche per il Biologico.

      RispondiElimina
    17. Francesco Guastamacchia28 dicembre 2018 23:01

      Per non tornare all'oscurantismo del Medioevo

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    18. francesco paolo gallo28 dicembre 2018 23:02

      cambiamento attraverso la ragione.

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    19. Giovanni Perini28 dicembre 2018 23:04

      Contrariamente alla vulgata comune, il progresso scientifico va nella direzione del produrre cibo piú sano, con minore impatto ambientale, e migliorando il benessere degli animali cosiddetti da reddito. Puntare sul luddismo dei marchi commerciali "bio", significa dilapidare proprio quel capitale culturale agroalimentare di cui ci facciamo vanto; è, cioè, un vero e proprio suicidio sociale ed economico.

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    20. Auspico un sereno approccio alle problematiche dell’agricoltura senza steccati ideologici ma nel rispetto del metodo scientifico e della sostenibilità ambientale.

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    21. L'innovazione del settore è d'obbligo per la sua sopravvivenza autonoma.

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    22. Giancarlo Ricci28 dicembre 2018 23:06

      Condivido pienamente il documento

      RispondiElimina
    23. Spero questo documento serva a una seria discussione sulla programmazione futura dell'agricoltura italiana. Grazie ancora

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    24. Nuove tecnologie, anche per dare risposte adeguate rispetto ai mutamenti climatici e ai fenomeni estremi sempre più frequenti. Anticipi vegetativi, eccessi o carenze di piovosità, aumento della temperature estive e dell'esposizione ai raggi solari, sono eventi che possono trovare resilienze e adattabilità attraverso l'utilizzo delle nuove tecnologie.
      Analisi e studio del clima (il clima -anche forzato- è il fattore produttivo principale di ogni agricoltura), anche per fornire elementi conoscitivi diretti agli agricoltori per una più efficace tecnica produttiva.

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    25. Sottoscrivo il documento.

      RispondiElimina
    26. Giuseppe Conte, Ricercatore7 gennaio 2019 20:57

      Condivido e sottoscrivo il contenuto del documento

      RispondiElimina
    27. ILARIA FILIPPETTI7 gennaio 2019 20:58

      Condivido

      RispondiElimina
    28. Ettore Gasparetto7 gennaio 2019 20:59

      Approvo in toto il documento

      RispondiElimina
    29. Cesare Intrieri7 gennaio 2019 21:00

      Condivido pienamente le osservazioni critiche sul documento

      RispondiElimina
    30. ENZO DEAMBROGIO7 gennaio 2019 21:02

      Anche il Biologico ha bisogno di Ricerca e Innovazione. Guardare solo al passato impedisce ogni forma di progresso

      RispondiElimina
    31. Bruno Piraccini7 gennaio 2019 21:03

      condivido e sottoscrivo il documento sopra riportato

      RispondiElimina
    32. Annamaria Contesini7 gennaio 2019 21:03

      Sottoscrivo il documento

      RispondiElimina
    33. Paese Francesco Dott.Agronomo,sottoscrivo perché condivido pienamente il documento

      RispondiElimina
    34. Roberto Zangrillo8 gennaio 2019 12:10

      Solo chi non conosce l' agricoltura può pensare che l'agricoltura biologica possa essere più salubre dell'agricoltura integrata. Solo la scienza e la tecnologia applicata alle tecniche agronomiche può permettere di sfamare il numero sempre crescente di persone che popoleranno la Terra. Considero l'agricoltura biologica una forma di egoismo alimentare che non potra sostenere la crescita ed il sostentamento della popolazione mondiale. Se tutto il mondo abbandonasse la strada dell' agricoltura integrata e dello sviluppo tecnologico torneremmo ad una sorta di Medioevo alimentare dove l'accesso ad una nutrizione adeguata sarebbe possibile solo a poche persone. Invece bisogna investire maggiormente in ricerca di tecnologie che permettano di migliorare la qualita e la quantità delle produzioni da utilizzare razionalmente per produrre in maniera il più possibile sostenibile. In poche parole fare quella che oggi viene definita "agricoltura integrata".

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    35. GIANPAOLO DESTEFANI8 gennaio 2019 12:13

      I principi a cui si rifà la scienza in generale, devono essere i fondamenti anche per tutte le decisioni prese in merito di agricoltura.

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    36. Carlo Fideghelli8 gennaio 2019 12:14

      condivido l'iniziativa e mi complimento con i colleghi che l'hanno intrapresa

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    37. Nunzio Prencipe8 gennaio 2019 12:15

      Sono contro il "Bio-integralismo"

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    38. Stefano Fontana8 gennaio 2019 12:18

      L'agricoltura biologica avrebbe un impatto maggiore sul clima rispetto a quella tradizionale

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    39. Franco Brazzabeni8 gennaio 2019 20:52

      L'obiettivo dell'agricoltura è fornire alla crescente popolazione mondiale alimenti sani e prodotti in modo sostenibile e si può raggiungere solo adottando le più recenti tecniche di miglioramento genetico. Il biologico è un settore interessante ma certamente limitato a una nicchia di mercato.

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    40. Antonino MAGNANO di SAN LIO8 gennaio 2019 20:53

      Condivido il documento che sottoscrivo ritenendo "l'agricoltura biologica" così come oggi attuata una gravissima truffa perché di fatto non sostenibile e dal punta di vista concettuale un oscurantismo medievale di fronte al progresso scientifico del quale si ha paura perché per ignoranza non si riesce a comprenderlo

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    41. Biologico sinonimo di vecchia agricoltura. Biodinamici assimilabili ai no vax più vicini ai maghi. Innovazionevevricerva in agricoltura uguale a miglior benessere anche per la salute. Vedi aflatossine nelle"ottime polente biologiche"

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    42. Sono pienamente d'accordo.
      Occorre riaffermare con ogni mezzo il primato della Scienza sull'ignoranza, pena la progressiva perdita di autorevolezza di tutte quelle persone che studiano seriamente e/o si impegnano per il progresso dell'Agricoltura

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    43. Purtroppo l'Italia e' ancora un paese dove l'agricoltura,pur rappresentando la vera fonte di sostentamento e , in molti casi di "identita' ed orgoglio" per una moltitudine di zone tipiche ,non viene adeguatamente difesa e soprattutto valorizzata e pianificata come dovrebbe .Il biologico rappresenta solo cio' che e' stato.... e che in certe realta' puo' ancora essere..ma non puo' ,dati i costi ,essere accessibile a tutti

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      1. Hai colpito nel segno se i coltivatori ce la fanno a fare biologico lo facciano, quando si discute di agricoltura e alimentazione però occorre chi lo fa sappia come si riempiono gli scaffali dei supermercati e i suoi piatti e a quali costi e disponibilità in prospettiva. Inoltre non bisogna dimenticare mai con quali fasce sociali abbiamo a che fare. Vi è della gente che deve farcela con 1000 € al mese ed anche meno e quelli non non si possono lasciare con il piatto vuoto e neppure far loro mangiare della porcheria certo.

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    44. Concordo pienamente, solo l'approccio scientifico può tentare di dare una risposta organica alle sfide del nuovo millennio contemperando le esigenze alimentari di una popolazione in crescita e la sostenibilità ambientale, la quale si basa anche sul principio di non dover sfruttare nuove superfici agrarie necessarie a compensare le scarse rese di forme di agricoltura definite sostenibili dai relativi sostenitori in modo autoreferenziale e senza alcun supporto di analisi scientifica dei dati.

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